Luigi Maria Ugolini scopri la Pompei d'Albania

Fenice (sud Albania), 1927. La tenda di Ugolini.


Luigi Maria Ugolini scrisse nel 1932 il libro : L'acropoli di Fenice (=Albania antica).
Egli può essere considerato uno dei più grandi ricercatori italiani.

Oggi raramente si parla di lui. Ugolini non ebbe la fortuna di essere nato in una grande città o magari in paesi ricchi di quel tempo.Nacque da una modesta famiglia romagnola e fu uno studente talmente brillante che, poco dopo la laurea, fu nominato capo della Missione archeologica italiana in Albania.

Nel 1924 gli si diede l'incarico di capire meglio l'avallo della storia e le affinità tra l'Italia e l'Albania.
Mussolini e alti vertici dello stato erano incuriosito dal fatto che al sud Italia molte popolazioni parlavano lo stesso dialetto albanese e non quello greco.
I rapporti Italia Grecia erano tesi e gli storici interpretavano le spedizioni archeologica come gesto intimidatorio alla Grecia.
Siamo a metà degli anni Venti e Mussolini mira a trasformare il Mediterraneo nel suo "Mare Nostrum", cercando l'avvallo della storia.

Ugolini si laureò a Bologna al termine della guerra 1915-18 e proseguendo gli studi, ottenne la che lo portò all’Università di Roma. Per meriti speciali fu poi nominato Capo della Regia Scuola Archeologica Italiana.

Coltissimo in tutti i campi e particolarmente in quello archeologico, scoprì tesori di civiltà antiche nelle terre dell’Albania, di Malta, dell’Egitto, dell’Africa Romana e dell’Europa tutta.


Ugolini incredibilmente scopre Butrinto, chiamata la Pompei dell'Albania, e condurrà in seguito altre importanti ricerche a Malta.

Egli sostenne che ci dovevano essere stati forti collegamenti nelle età del bronzo e del ferro tra le culture illirica e albanese e le civiltà pre-classiche dell'Italia meridionale. Simili argomenti sostenne anche per l'isola di Malta.
Inizialmente Ugolini scopri casualmente anche costruzioni romane e dal ministero fascista era assecondato finche Mussolini disse che era interessato a quei scavi in Albania.
Ugolini rimase per tempo come pedina dello scacchiere del regima fascista, ma i scavi furono veri e ha permesso di capire anche quando l'Albania faceva parte dell'Impero Romano.

Il successo venne quando il grande cantiere di Butrinto, nell' Albania meridionale, permise di portare alla luce i resti di un teatro, di una chiesa bizantina, di un pozzo sacro, del pavimento a mosaico del battistero, delle pitture di un palazzo romano, di una strada e di un molo.
Quel posto era considerato molto importante.


Era un «luogo sacro» della nazione italiana e apparteneva, come si sarebbe detto allora, alla «storia della stirpe». Grazie ad Ugolini oggi Butrinto e altre aree scoperte sono diventate patrimonio dell'umanità.

Fu accolto in Italia come un eroe

Ugolini quendo scopri questi siti aveva 29 anni ma per ferite di guerra morirà pochi anni dopo(nel 1936).



Luigi Maria Ugolini scrisse nel 1932 il libro : L'acropoli di Fenice (=Albania antica).
Egli può essere considerato uno dei più grandi ricercatori italiani.
Oggi continuano le ricerche di ricercatori italini e albanesi a Butrinto e nel resto dell'Albania

GEZUAR VITIN E RI (Buon anno 2010)

QUAL è IL VOSTRO SOGNO PER L'ALBANIA NEL 2010
L'albania nel 2009 è entrata nella Nato nel 2010 sarà un anno ancora più bello e molto più positivo.
e per voi come deve essere il 2010 ?

Le navi che collegano Puglia Albania


Tanti albanesi in Italia preferiscono passare le vacanze di fine anno in Albania in quanto vanno a trovare amici e parenti.
Le navi che collegano la Puglia con l'Albania si dice che siano migliorate solo di poco rispetto a 10 - 15 anni fà, ma ci sono anche tanti albanesi e turisti italiani che accusano e non sono contenti del servizio ma soprattuto del rapporto qualità prezzo.

Molte agenzie turistiche in Puglia hanno fatto una fortuna con gli albanesi e i turisti che vanno in Albania passando dal meridione d'Italia.

Le navi che collegano la Puglia con l'Albania sono meno lussuose di quelle che collegano la medesima regione con la Grecia o la Turchia.

Questa è un ingiustizia verso gli albanesi o verso l'Albania?
Tra il governo albanese e quello italiano ci sono state collaborazioni senza precedenti e accordi storici in materia di sviluppo però è giusto pensare anche a molte esigenze in quanto gli albanesi sono stati sempre rispettosi nei confronti delle compagnie marittime.

la lingua originale che Omero scrisse L'Iliade e Odissea è stato albanese

Su internet e su tante librerie ma sopratutto l'affinità della delle parole della lingua che fù scritto il poema epico è assomigliante solo con l'albanese.


tante ipotesi sono veramente valide
Ricordiamo che sulla città leggendaria Troy alcuni archeologi ritenevano che Troy si trova in Albania.

Ci sono veramente un sacco di storia da scoprire e da precisare

riccordiamo solo che si sa di preciso che la secconda città di Troy è stata costruita a Butrinto(Albania).
la domanda sorge spontanea.
Se la prima città di Troy era nell'attuale Turchia , perchè avrebbero costruita un altra al nord di Atene e facilmente raggiungibile via terra(cosa che allora era molto pericoloso in quante le battaglie erano all'ordine del giorno).

Omero rimase senza un giusto peso fino al 1860 e creduta fantasia dell'autore, finche un signore tedesco di nome Heinrich Schliemann decise di capire un pò di più su questo poema ecapire esattamente dove si trovava Troy,era affascianto dalla mitologia greca e dall'archeologia.
Tornando alla lingua che furono scritti i poemi è una lingua potete trovare le loro somiglianze e sono veramente incredibili

comunque ecco il link su un forum http://ciaobalcani.com/forum/viewtopic.php?id=548

Madre Teresa di Calcutta (Anjeza Gonxhe Bojaxhiu)


premessa
Tanti infami e tante persone che hanno creato danni all'Albania in tanto tempo ed in periodi diversi hanno cercato di cancellare la storia e la cultura dell'Albania e delle sue terre.
Non c'è l'hanno fatta.
I più grandi uomini che sono stati i fondatori dell'Europa arrivano dall'Albania ,dal sangue albanese ,dalla purezza e dalla grande energia che questa parte del mondo dà.
80 % dei miti greci ha sangue albanese la Grecia ha trasformato i suoi nomi aggiungendo una s e gli ha fatti suoi.
Oggi in Grecia vivono 3 milioni di discendenti dall'Albania oltre agli immigrati negli ultimi 20 anni.

In realtà gli albanesi che vanno in Grecia vanno nella propria terra rubata nel secolo scorso (tutto il nord dell'attuale grecia era dell'Albania)
Comunque un grande personaggio il migliore in assoluto del secolo scorso era madre Teresa di Calcuttà una suora che ha portato la bandiera albanese sino in India, nella povera India.

Leggendo su internet alcuni associano la sua nazionalità (facendo confusione) alla Macedonia. Ovviamente è un errore che fanno i giovani ma ci sono anche altri maligni che tentano di buttare vergogna sui santi
Madre Teresa è nata in una terra albanese, nel 1914 all'Albania "rubarono" le terre e anche l'attuale macedonia che era terra albanese e il suo capoluogo Shkup (che poi trasformata in Skopje) nel 1910 era in terra albanese(una specie di confine triestino italiano) nel 1914 passo alla macedonia e tanti albanesi coraggiosi nonostante ciò non lasciarono le proprie terre.
Madre Teresa è stata una religiosa albanese di fede cattolica, e fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità.
All'età di 8 anni perse il padre e la miseria e il terrore delle occupazioni slave spinse Madre Teresa a lasciare la propria terra e a spostarsi in Europa.

Ella in realtà si chiamava Anjeza Gonxhe Bojaxhiu...forse oer comodità si faceva chiamare Teresa.


Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979, e il 19 ottobre 2003 è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.

Tutti la ricordiamo con il suo volto segnato ed la sua statura bassa ma sopratutto con le sue immagini con un bambino malato in braccio.


conoscimenti
Madre Teresa alla Casa Bianca, dove l'allora presidente degli USA Reagan le consegna la "Medal of Freedom"

* 1962: Premio Magsaysay per la Pace e l'Intesa Internazionale; premio indiano Padma Shri
* 1971: Premio della Pace papa Giovanni XXIII, assegnatole da papa Paolo VI; Premio Kennedy
* 1972: Premio Nehru per la promozione della pace e della comprensione internazionale
* 1973: Premio Templeton
* 1975: Premio Internazionale Albert Schweitzer
* 1978: Premio Balzan per l'umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli "per l'eccezionale abnegazione con la quale ha dedicato tutta la sua vita per soccorrere, in India e in altri paesi del mondo, le vittime della fame, della miseria e delle malattie, gli abbandonati e i morenti, tramutando in azione instancabile il suo amore per l'umanità sofferente."
* 1979 e 1980: Bharat Ratna, la più alta onorificenza civile dell'India
* 17 ottobre 1979: Premio Nobel per la Pace "per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace". Nel discorso di premiazione[9] disse di accettarlo esclusivamente a nome dei poveri e presentò l'aborto come il principale pericolo in grado di minacciare la pace nel mondo. Rifiutò il convenzionale banchetto cerimoniale per i vincitori, e chiese che i 6000 dollari di fondi fossero destinati ai poveri di Calcutta, che avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero: "le ricompense terrene sono importanti solo se utilizzate per aiutare i bisognosi del mondo". Alla domanda: "Cosa possiamo fare per promuovere la pace mondiale?", rispose: "Andate a casa e amate le vostre famiglie".
* 1981: assegnazione della Legion d'Honneur da Jean-Claude Duvalier
* 1985: Medal of Freedom da Ronald Reagan
* 1996: nominata Cittadina Onoraria degli Stati Uniti e Medaglia d'Oro Congressuale

Altro:

* Fu la prima persona non politica ad essere raffigurata da vivente su un francobollo postale
* Ricevette diverse laureae honoris causa da parte di diverse università
* Durante la sua vita e dopo la sua morte, fu più volte eletta dalla Lista Gallup delle persone più ammirate, e nel 1999 fu eletta "persona più ammirata del XX secolo"

Capodogli morti avevano plastica nello stomaco

Quattro dei sette capodogli spiaggiati sul Gargano, in Puglia, sarebbero morti per aver ingerito buste di plastica, pezzi di corda, scatole e contenitori di vari materiali. Lo ha stabilito il professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell'università della Tuscia, uno dei massimi esperti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, chiamato a valutare le cause del decesso.
Infatti secondo il prfessore potrebbero aver scambiato gli oggetti trovati nei loro stomaci per calamari, unico cibo di cui si nutrono.

Nei giorni scorsi le immagini che la televisione ci facceva vedere sono passate in secondo piano in quanto immagini affiancate dalla tenzione in politica italiana
Di questi mammiferi ne sono morti 7 ed erano un patrimonio di tutto l'Adriatico ,anzi della terra dove facciamo parte tutti e se riusciamo a uccidere senza sforzo uno dei più grandi mammiferi di tutti i mari allora siamo veramente la prima macchina di morte di tutto il pianeta.
Questi capodogli potevano essere salvati!!!
Facciamo tutti uno sforzo a rispettare la natura e non gettare le spazzature in aria aperta e al mare.

Il video

video

Ospitalità e cultura albanese

L'Albania è una cultura incredibilmente ospitale e ha le sue proprie tradizioni particolari di cortesia. Essi sono strettamente connessi al concetto di ospitalità, un concetto simile a quello del cliente sacro da Omero e della letteratura classica. Molte tradizioni albanesi di ospitalità provengono dal Kanun, o il "Codice", un testo de 15-testo secolo scritto dal potente clan Dukagjin , anche se molte delle leggi scritte nel codice data da tempi più remoti.


Come scritto nel Kanun, il cliente verrà mostrato il massimo rispetto e verrà offerto un posto a capo del tavolo. L'ospite viene quindi intrattenuto con tutto il meglio che la famiglia ha da offrire, di solito sotto forma di vino e raki(grappa) fatto in casa, liquori tradizionali.


Si tratta di una tradizione albanese a stringere la mano quando ci si incontra, e in molti casi, ci si baciano sulle guance, in genere quattro volte. Uno delle più comuni confusioni gesticolare deriva dal fatto che gli albanesi al contrario degli italiani scuotendo la testa da sinistra a destra significa un "si" e scuotendo la testa su e giu significa un "no", Un altro gesto specifico albanese che possono essere fonte di confusione per gli stranieri è quando il palmo della mano è posto al petto(dagli anziani), si esprime grazie.

Gli albanesi sono cordiali e molto aperti nei confronti degli stranieri che visitano il loro paese. Se siete abbastanza fortunati da essere invitati a visitare l'Albania e ospitati in una casa albanese, avrete la possibilità di conoscere meglio la storia e la cultura albanese.

fonte http://www.albaniaturismo.com/

Un kerkoj.com - Njoftime falas (Annunci in Albania)

(Riceviamo e pubblichiamo )

Unkerkoj .com ( Un è in italiano e Kerkoj è in albanese, in italiano significa una una ricerca e in albanese puo essere assimilato a io cerco.) è un sito on line che offre la possibilità di inserire annunci gratuiti in Albania , Kosovo,Macedonia,Montenegro e Grecia.
E un opportunità per tutti gli albanesi che vivono nei Balcani ma anche agli albanesi nel mondo.
Unkerkoj.com dà la possibilità di inserire annunci di lavoro,vendere o comprare.
Un modo per avvicinare le persone e per rendere meno faticosi la ricerca di lavoro.

Per saperne di più non vi resta altro che inserire il vostro annuncio.infatti tante aziende visionano il sito che è on line da diverso tempo.

HTML clipboard

www.unkerkoj.com

Parco arheologico a Orikum

Oricum(o Oricum) si trova al sud della città di Valona a sulla strada nazionale Valona-Saranda. La sua posizione geografica ne fece un importante porto sulla costa adriatica.

Oricum è stato usato dai Romani in tempi antichi come base difensiva nelle guerre contro gli Illiri come pure nel 3 ° secolo a.C contro i macedoni, che in realtà la occuparono nel 214 aC Giulio Cesare alle sue truppe si stanziò nei campi lì per diversi mesi, fino a quando non sono stati presi da Pompeo (Pompeo Magno).

Essere nel crocevia di tali influenze, Orikum divenne un centro urbano civilizzato, come evidenziato da alcuni reperti archeologici, Cìè anche un piccolo teatro, con una capienza di 400 spettatori e le sue tracce di rovine e i muri sono chiaramente visibili.Vicino si trova la chiesa di Marmiroi. Questa è una chiesa risalente al periodo bizantino, l'imperatore bizantino Teodoro del 13 ° secolo d C . la chiesa ha una superificie di 6m x 9 m della sala principale e una cupola di circa 3m di diametro che è supportata da quattro archi a tutto sesto.

Nelle pareti interne ci sono ancora frammenti di affreschi caratteristici della cultura bizantina. La chiesa ha tre ingressi ed è rinomato per la sua costruzione complessa e valori architettonici. Per raggiungere la Chiesa deve passare attraverso la città moderna di Oricum, in direzione di Pashaliman. Oricum oggi è un importante insediamento, che vede lo sviluppo rinnovata. Questo è anche il risultato della sua favorevole posizione geografica tra la città di Valona e la località turistica di Llogara ,così come la sua vicinanza al mare.

Antigonea la città antica (parco archeologico)

Antigonea è stata fondata da uno dei nomi più famosi del mondo antico, Pirro, re dell'Epiro (319-272 aC), da cui arriva anche la frase "una vittoria di Pirro" . All'inizio del 3 ° secolo aC Pirro è stato costretto ad andare a combattere in Egitto. Le sue capacità impressionarono Berenice, la moglie del re Tolomeo d'Egitto, che ha deciso di offrire a lui la figlia, Antigone. In segno di gratitudine verso la madre-in-legge e la sua prima moglie, Pirro decise di costruire Antigoneia.
Nel 198 aC i Romani sconfissero l'esercito macedone di Filippo V. Gli abitanti di Antigoneia si erano schierati con i macedoni nella loro guerra contro la Repubblica Romana e, quindi, quando i Romani ottenero una vittoria totale nel 167 aC, decisero di punire i Epirioti che aveva combattuto contro di loro. Il console romano Emilio Paolo diede l'ordine di saccheggiare e bruciare 70 città dell'Eipiro ,una di queste città era l'Antigonea , ala quale fu distrutta e mai più ricostruita .Oggi rimangono i segni della civilta di questa terra nel sud dell'Albania.
Il parco archeologico si trova vicino alla città di Argirocastro.

Nelle vicinanze c'è Sarcinishte dove ci sono due chiese del 17 ° secolo.
Il custode Park sarà in grado di dirvi nel dettaglio i ritrovamenti e le scoperte a Antigonea. Alcuni di questi reperti, tra cui una sfinge in bronzo e una statua di Poseidone, sono esposti a Tirana. E 'possibile vedere una serie di elementi della città che sono state scavate dai archeologo Budina albanese Dhinosten nel 1970, e più recentemente da un team albanese . Più impressionanti sono le mura della città, distrutta dai Romani, che circondano completamente la collina.

Il cancello più visibili nelle mura si trova al lato sud-ovest della città. La sezione di muro termina in una piccola chiesa paleocristiana di forma Triconch si affaccia sulla scogliera a questo lato della collina. Questa cappella, costruita dopo che la città è stata saccheggiata dai Romani, ha esposto sul pavimento un mosaico.

Festa dell'indipendenza Albania a Forli Juvenilja

28 novembre 2009 i giovani e studenti albanesi in una festa piacevole

A Parma si balla albanese - 28 Novembre 2009

Per la festa del 97 anniversario della festa nazionale dell'Albania l'associazione Skanderbeg ha organizzato un evento a Parma dove italiani e albanesi hanno passato un bel 28 novombre ed un bel giorno di festa.

Hanno ballato danze popolari albanesi con la musica albanese ovviamente

Il video




Video dell'inno nazionale albanese

LA GUERRA DI TROIA TRA MITO E STORIA

LA GUERRA DI TROIA TRA MITO E STORIA

UN VASO RINVENUTO NEL 1998 NEGLI SCAVI DI "TROIA"


Estensore: Prof. Giovanni de Sio Cesari
( www.giovannidesio.it )

INTRODUZIONE AL PROBLEMA

Le leggende connesse alla guerra di Troia cantate parzialmente da Omero, hanno avuto una influenza enorme nella nostra civiltà: dal mondo greco sono passati nel mondo romano ( Cesare si dichiarava discendente di Enea) e poi in quello medioevale, nel Rinascimento, nel neo-classicismo , nel Romanticismo fino a noi.

Fino agli anni '80 lo studio dell'Iliade e dell'Odissea costituivano una delle basi fondamentali dello studio della nostra Scuola Media e tuttora costituiscono un patrimonio comune della civiltà occidentale.

Noi cercheremo, in questo articolo, di fare il punto sulla attuale situazione sugli studi storici connessi a queste antiche leggende: cosa c'è di vero, di storicamente accertato in questi antichi racconti? Gli elementi specifici (ratto di Elena, inganno del cavallo, ecc) sono chiaramente leggendari; ma è mai esistita veramente la guerra di Troia, è mai esistita veramente Troia?

GLI SCAVI

Nel 1870 Heinrich Schliemann, seguendo alla lettera le descrizione dell'Iliade, fece degli scavi su una collinetta sulla quale sorgeva il villaggio Turco di Hissarlick: trovò effettivamente una antica città;anzi trovò molti strati, ciascuno dei quali corrispondeva a una città. Non ebbe nessun dubbio nell'identificare in una di essa la Troia omerica e, in una serie di oggetti ritrovati, il "tesoro di Priamo (che asportò senza troppo formalizzare). Ma Schliemann non era un archeologo ma un ricco mercante con la passione dell'archeologia e soprattutto con il sogno, covato fin da giovane, di ritrovare la Troia cantata da Omero. Scavò in fretta e senza metodo, per cui molti elementi preziosi per identificare i reperti, andarono irrimediabilmente perduti.

Altri archeologi continuarono poi, con maggiore competenza, le ricerche e ritennero di identificare la Troia omerica in un altro strato. Le ultime ricerche sono state eseguite, in questi anni, da una spedizione guidata dal prof. Manfred Korfmann dell'università di Tubinga.

Ciò che si è accertato è che il luogo è stato abitato dalla preistoria (dal 3200 a.C.) fino ai nostri giorni. Si contano nove strati: periodicamente la città veniva distrutta, ma risorgeva dopo qualche tempo usando come fondamenta le rovine della precedente: si tratta di un procedimento molto comune che ritroviamo un po' dappertutto. Evidentemente il sito era considerato particolarmente idoneo, trovandosi in un luogo elevato dominante l'importantissimo stretto dei Dardanelli (Ellesponto per i Greci).

SI TRATTA DI TROIA ?

Ma è corretto identificare uno di questi strati, non importa ora quale, con la Troia omerica?
L'unico elemento che mette in relazione gli scavi di Hissarlick con Troia ,è soltanto il fatto che i primi si trovano proprio nel luogo indicato dall' Iliade. Per il resto le ricerche ci indicano soltanto un luogo abitato ininterrottamente da più di 3000 anni, ma nulla ci dice che uno di queste città si chiamasse Troia ( o Ilio), o che fosse distrutta da una spedizione di Greci. L' identificazione, quindi, con Troia, non trova alcun riscontro obbiettivo, nessun elemento sia pur genericamente probante.

Nessuna iscrizione, nessun documento di nessuno dei popoli del Medio Oriente accenna, nemmeno vagamente, ai fatti narrati da Omero: nessun elemento storico quindi convalida le antiche leggende.

TROIA IN OMERO

Si noti poi, che nei poemi omerici vi è una contraddizione di fondo: Troia viene considerata città straniera, nemica, contro la quale i Greci sono tutti alleati come di fronte a uno straniero. Tuttavia i Troiani sono descritti in tutto simili ai Greci: hanno in comune lingua, costumi, religione; né l'autore greco mostra di parteggiare per i Greci, che è cosa davvero singolare.

Non vi è quindi nessuna indicazione della effettiva consistenza di un tal nemico: se i fatti narrati da Omero fossero il ricordo, sia pure profondamente trasformato di un fatto effettivamente avvenuto, sarebbe rimasto in primo piano nell'immaginario collettivo la "alterità"! di questa città nemica e non ve n'è invece nessuna traccia.

La identificazione di Troia, in fondo, ci è impossibile perché di essa le leggende non dicono nulla che ce la possa fare identificare.

E' MAI ESISTITO OMERO ?

Di Omero abbiamo solo notizie vaghe, leggendarie che ce lo presentano come un poeta cieco e ramingo: ma è esistito effettivamente una persona che ha scritto l'Iliade e l'Odissea, comunque egli si chiamasse? Noi sappiamo che la redazione dell'Iliade e dell'Odissea che ci è pervenuta, fu messa per iscritto nel VI secolo a.C., molto tempo dopo, quindi, la loro effettiva compilazione.

Pure in questo caso, nessun elemento ci conferma la esistenza di un vero e proprio autore singolo: è molto probabile che in effetti i canti fossero opera collettiva, di un gran numero di poeti vissuti in tempi e luoghi diversi e che tali canti fossero poi ridotti a unità nel momento in cui furono messi per iscritto.


ILIADE ED ODISSEA

Comunque, appare inverosimile che l'Iliade e l'Odissea siano opera dello stesso autore: infatti esse hanno ben distinti per ispirazione, struttura e temi.

ISPIRAZIONE: l'arete (il modello di eccellenza) che ispira l'ILIADE è la gloria, il desiderio smoderato di compiere una grande impresa che possa lasciare il ricordo ai posteri.
Nell'ODISSEA invece, il motivo dominante è il desiderio di tornare alla famiglia, agli affetti familiari, al focolare. Gli eroi dell'Iliade abbandonano la casa, la famiglia per la gloria; Ulisse invece vuole tornare alla famiglia, non gli interessa la gloria.

TEMI - L'Iliade è un insieme di battaglie intramezzate dal lutto per i caduti e dalla preparazione di altre battaglie. Nell'Odissea non vi sono vere e proprie battaglie ma è il racconto di viaggi, di avventure, di astuzie.
Alla fine, il sanguinoso scontro con i Proci, è una vendetta (o giustizia) personale, non una battaglia fra eserciti schierati.

STRUTTURA - : L'Iliade appare chiaramente come un insieme di episodi diversi, messi poi insieme da una trama generale (l'ira di Achille): prevalgono personaggi diversi nei vari episodi. L'Odissea invece, ha una trama ben organica e un solo protagonista, Ulisse, intorno a cui tutto ruota: L'Iliade dà più l'idea di un insieme di canti collegati, l'Odissea pare invece opera di una sola persona.

MONDO CULTURALE: appare alquanto diverso nei due poemi, più primitivo e antico il primo, più civile e più recente il secondo. Si pensi per esempio alle divinità: nell'Iliade entrano direttamente in lotta, a volte anche fra di loro; nell'Odissea, la concezione si fa meno antropomorfa: intervengono sempre nelle vicende umane, ma con un maggiore distacco; non arrivano a colpirsi fra di loro materialmente. Anche il mondo sociale appare diverso: nell'Iliade conta solo il re; nell'Odissea vi è una maggiore comprensione per l'uomo comune, i Proci stessi appaiono come un freno o un tentativo di freno all'autorità dei re: passiamo cioè a un ambiente più democratico.

GLI ACHEI

E' il termine proprio con cui sono designati i Greci, in Omero. Chi erano? Nessun dubbio questa volta che essi siano veramente esistiti. Attualmente, generalmente vengono indicati con il termine di Micenei, dal nome della loro città più celebre, Micene appunto.

Si tratta di una prima ondata di invasori venuti dal nord, che occuparono la Grecia e distrussero la civiltà cretese, già comunque messa in crisi forse da un grande terremoto. Essi non formarono un organismo politico unitario, ma si ressero in piccole città indipendenti, retti da re guerrieri, gli eroi omerici, appunto.

Dopo il 1000 a.C. questa civiltà decadde (si parla di medio evo ellenico) per l'arrivo di nuove ondate di invasori della stessa lingua e cultura, che costituirono poi la Grecia classica.

Gli Achei si ridussero, poi, solo in una piccola e montuosa parte del Peloponneso ed ebbero un posto insignificante nello svolgersi della civiltà greca.


Ecco cosa -oggi- è rimasto a Micene:


1) PALAZZO IMPERIALE - 2) TOMBA DI AGAMENNONE
3) PORTA DEI LEONI - 4) LE MURA - 5) FONTE PERSEIA - 6) TOMBA DI ATREO


I poemi omerici narrano, quindi, questo mondo che appena si distingueva come lingua e cultura dai Greci dell'età classica. In che misura poi i poemi omerici effettivamente rispecchiano questa civiltà, non è facile dire. Un caso esemplare è quello dei carri da guerra: nei poemi omerici essi sono presentati, ma non ne viene compreso l'uso: i carri infatti , con due uomini a bordo, un auriga e un combattente, venivano lanciati in formazione serrata , un po'come i carri armati moderni. Nell'Iliade (nell'Odissea non sono mai presenti) invece, essi hanno la singolare funzione di portare il combattente , l'eroe, sul campo di battaglia; questi poi scende e combatte a piedI, una specie di fanteria motorizzata, diremmo noi. In un solo caso invece (nello scontro fra Achille e Asteropeo), gli eroi combattono restando sul carro, senza peraltro comprendere l'uso in formazione.

E' da ritenersi che era rimasta nella memoria collettiva dei cantori una eco di una civiltà ormai tramontata, ma essa era commista a molte fraintendimenti e sovrapposizioni, per cui è difficile stabilire quanto nei poemi omerici faccia riferimento alla reale civiltà Micenea.

In generale diremmo che la civiltà Micenea fu molto più industriosa e pacifica di quanto appaia nell'Iliade e che il carattere puramente guerriero è tratto invece, proprio dalle nuove ondate di Greci che avevano distrutto quella civiltà.




fonte : http://cronologia.leonardo.it/storia/troia.htm

Byllis : tra le scoperte più importanti del Mediterraneo.

Byllis è un sito archeologico tra i più importanti in Europa per quanto riguarda il periodo che risale a 2500 anni fà.
E stato scoperto il laboratorio dell'Olio , una cantina e laboratiorio del vino, laboratorio dellafusione del vetro e tanto altro.
Si trova nell'Albania centrale e si trova sulle cime di una collina dove si puo osservare mare montagna e terre lontane.
Non è raggiungibile facilmente e si trova molto fuori dai centri abitati .quasto ha permesso un abuona conservazione.

Byllis si estende su un vasto spazio. Da lì si può vedere la metà del territorio
dell'Albania. Da lì, l'occhio cattura Janina, monte Tomorri, Mare Adriatico e
tanto altro. Byllis ha carattere epico. . Egli si distingue con le altre città
del periodo ellenistico. Seri ricercatori vedendo il sito deducono che si tratta
di una copia della città ellenistica greca, ma un'altra forma in termini
archittetonici . La cosa più importante che tutte i reperti e le strutture sono ben conservate per il semplice motico che in epoche successive alle loro costruzioni non è stata abitata.



Storia
Gli inizi della sua appartenenza risalgono alla metà del IV secolo a.C fino alla
fine del VI secolo dopo Cristo ,quindi ha avuto circa 1000 anni di vita(10 secoli).
Infatti dopo il VI secolo d.c , non è il più stata popolato ,in questo modo è
stata diffesa dalla rovine che potevano avvenire con costruzioni nuove nel
tempo.
Grazie a questo fatto, Byllis è un importante centro per il VI secolo, quando fu
abbandonato, ma anche per i periodi precedenti. Questo perché molti dei
monumenti che appartengono al tempo prima del secolo VI secolo, non sono
utilizzati e sono meglio conservati. Byllis, è oggi la città antica meglio
conservata nel Mediterraneo.
Oggi gli scavi non sono stati completati e cè tantissimo da riportare alla luce.
Byllys è oggi una degli antiche città meglio conservate che risale a 2600 anni
fà.

Questo centro sta fornendo e fornirà risposte a molte domande del passato la
vita, la pianificazione urbana e l'economia.
Finora, l'Istituto Archeologico ha ricevuto dati per quanto riguarda gli edifici
religiosi, la lavorazione dell'olio e del vino.


Edifici che sono stati scoperti

Episcopato di Byllis è una vasta area di 8.000 metri quadrati. Dal
complesso si è scoperto solo la metà del sito in quanto l'instituto di
archeologia ha ancora tanto da scoprire con cura e pazienza.
Si tratta di un paese intero antico. Come parte della cattedrale della città,
dove gli scavi iniziarono nel 1984.
La Cattedrale nel Bylis è composto dalla Chiesa, il Battistero e complesso episcopale (il palazzo del vescovo). Chiesa o il vescovo, nel secolo VI secolo divenne proprietario di un grande in città e
svolgono un ruolo importante nella gestione e l'economia. Così che nel 1991,
avevano completato lo scavo completo la scoperta del Battistero .

Nell stesso anno, gli archeologi avevano scoperto l'officina del legno e e della
trasformazione della pietra.
In queste trutture hanno trovato strumenti e utensili in legno per la
trasformazione della pietra.
Si spera che in futuro si possa trovare il laboratorio della latte (pastorizia )
e della Ceramica.

Anni fa sono stati trovati graffiti si trova ai bordi di recipienti che parlano
proprio di Byllis Si è appreso che questo piccola città è stata importante non
solo per la produzione di bestiame e prodotti agricoli, ma appare anche nella
produzione di ceramica.



Il Teatro

Il teatro è il il monumento più importante a Bylis per quanto riguarda
l'antichità. Il teatro infatti è ben conservato.
Inoltre è stato scelto l'angolo sudorientale della piazza per la sua costruzione
in quanto era una parte dove il terreno facilmente scavabile ed era facile da poter
costruire le scale.
Inoltre, questa posizione è adiacente al muro di cinta della città offrono
l'opportunità di comunicare direttamente con chi
proveniva da una gran parte degli spettatori, senza dover passare attraverso i
quartieri della città.
I visitatori provenienti da stadio, oppure quelli che entravano in città dalla
porta,potevano notare il teatro in questo modo poteva essere attraente e rappresentare un
magnifico edificio.


La cantina di vino in Bylis
La cantina del vino in questo sito è la meglio conservata nel Mediterraneo non solo per il periodo della tarda antichità, ma per tutti i periodi,.
In questa cantina si può osservare l'intero processo di
produzione del vino, dal momento dell'arrivo delle uve per estrarre il vino. Si
tratta di una veranda con un cortile in cui le uve provengono, si scaricavano e si depositavano all'interno. Da qui attraversava tutte le fasi di lavoraziopne.
Sono state trovate 2 grandi vasche ma si pensa che c'è ne siano altre.

Finora sono state scavate due grandi Vasche e un altra che è stata identificata,
ma ancora non si sa quante potrebbero essere in totale. Le vasche grandi sono le
dimensioni di tre metri per tre e due metri di altezza. Da questo si può
comprendere che la quantità di vino che si lavorava era molto grande.
Questa è tra le più grandi cantine di vino dell'antichità .
Questo non è Cantina della città, ma appartiene al vescovo della città, il che
significa che appartieneva al Episcopato .
Si puo pensarte che la città avrebbe avuto cantine più grandi di questa.

Questa cantina offre la possibilità di capire un modello di trasformazione antico del vino .
Parte della cantina scavata è di circa 2000 metri quadrati e dispone di tanto
spazio.Gli edifici erano generalmente a due piani, al piano superiore è usato per un'altra cose.
I recipienti per il vino erano fatti erano di argilla



Due parole sulle cantine del vino
Cantine del vino ci sono state anche nel periodo romano e sono ben conservate e
si trovano nella zona di Israele e Palestina, invece in altri territori non c'è
ne sono ben conservate nella storia.
La cantina di Vino di Byllis facceva parte della vita economica della città.
Era anche un centro di produzione e di commercializzazione. Il complesso
In Albania, fino al 19 ° secolo, il vino è stato usato molto e più tardi si
inizio a usare l'uva anche per produrre la grappa.


Laboratorio dell'Olio
Laboratorio dell'olio d'oliva è stata scoperta pochi anni fò dal team di
archeologi che hanno lavorato nel corso del 2008 in questo centro.
E scato scoperto la fresatura(il mulino) che macinava l'oliva e poi ci sono
anche i forni per trasformazione in Olio e poi sono state trovate resti di
materili


Guarda il video

video




Immagini del sito archeologico




Scandalo in Albania: Italiani utilizzano i Bambini nella Caccia





Quasi non ci volevo credere.
Quando Aurel mi ha segnalato questo reportage di poche ore fa di Top Channel , una delle più importanti televisioni albanesi, mi sono detto che suvvia, non era possibile. D'altronde quella lingua non la comprendo affatto, magari chissà.

Ma è bastato qualche riscontro in più, qualche veloce ricerca, per capire ciò che sta accadendo in Albania. La stagione della Caccia è al suo apice, il parco della Divjaka richiama cacciatori da tutto il Paese, ma non solo. Arrivano anche dall'Italia. Il volo per l'Albania è alla portata di tutti, veloce e conveniente. La mancanza di leggi e controlli, mixata alla ricchezza della fauna ["HTML clipboard Caccia in Albania" - "HTML clipboard Italcaccia"], si trasforma in qualcosa di particolarmente invitante per il patito della Doppietta. Ci sono persino società Italo-Albanesi che forniscono tutto il necessario, armi, albergo, trasporto e dritte sui luoghi più "caldi". Ed è qui che sgorga a fatica una storia di miseria e soprusi, che va immediatamente raccontata.

I cacciatori italiani che arrivano fin laggiù, alcuni almeno, utilizzano i bambini del posto come "Cani da caccia". Per terra un incredibile numero di Volatili. E a raccoglierli, come si vede dal video, dei bambini. Caccia e sfruttamento di lavoro minorile, una sorta di "Picco Negativo", come si racconta nel servizio. I bambini "strisciano per terra", riordinano diligentemente le prede, dovrebbero "essere a scuola o a divertirsi", ma riescono ad eludere il controllo dei genitori.

E non è finita qui. La paga, in rarissimi casi, arriva ad 1 o 2 euro a battuta. Spesso basta una mela, un panino, ma questo solo per i più fortunati. Oppure, dopo una giornata di lavoro, un paio di Proiettili, così, per giocarci sù. Alcuni bambini, e qui il respiro s'interrompe, raccontano di avere subito anche delle molestie: i cacciatori per evitare di pagarli ed infastiditi dalle loro successive proteste, si sarebbero persino "Calati le Mutande", altri avrebbero invece preferito la via del bastone.

La giornalista si rivolge ad uno degli uccellatori. "Ma lo sa che tutto questo è proibito?". "Ah, non sapevo", la risposta seccata del Cacciatore Italiano.

In fin dei conti il nostro è il Paese che ha proposto in Parlamento di non negare a nessuno il diritto di tenere in mano un bel Fucile, nemmeno ai 16enni. E non solo: caccia tutto l'anno, abolizione delle specie protette, ricorso ai richiami vivi, possibilità di sparare un po' ovunque, insomma, la tipica avversione alle regole che caratterizza questo altissimo presente socio-politico. Fetida deregulation, ma ci si dovrà pur divertire, dirà qualcuno. Altrochè lotta al bracconaggio o tutela dell'ambiente, come HTML clipboard lamentano quei bacchettoni della Lipu. Ecco, se la Vergogna non ci blocca in casa nostra, ci conosciamo, figuriamoci altrove.

fonte : http://nonleggerlo.blogspot.com/

A Pavia il 5 dicembre 2009 incontro sull'Albania

Riceviamo e pubblichiamo










In collaborazione con il Comune di Pavia


Siamo lieti di invitarvi
sabato 5 dicembre 2009 alle ore 15:00
saranno presentati:
1. i Libri di cinque autori albanesi contemporanei, conosciuti in Italia e nel
mondo.
2. Le immagini delle risorse turistiche dell'Albania: natura,archeologia,...
3. L'idea di un progetto di gemellaggio Pavia-Fier, in attesa dell'entrata in
Unione Europea dell'Albania.







Vi aspettiamo a
Sala San Martino Di Tours
Corso Garibaldi 69
Pavia
per saperne di più
http://www.albanesitalia.blogspot.com

Feste albanesi in Italia per il 97° anno dell'indipendenza Albania.

Le iniziative degli Albanesi in Italia

----27 Novembre----

Genova - Associazione di solidarietà e diffusione culturale sull'Albania ed i Balcani L'ALTRA SPONDA DELL'ADRIATICO
Evento: Il ruolo della donna nel processo migratorio albanese
Luogo: Sala conferenze del Museo d'arte contemporanea di Villa Croce,
Via Jacopo Ruffini 3, dalle ore 17 alle ore 20
Contatti: Angela Valenti

Milano - Associazione Studentesca NEW AGE ERA
Evento: Waiting for the Albanian Independence Day
Luogo: Ca’ Bianca, Via Lodovico il Moro 117
Contatti: Blerina Kushta ,

----28 Novembre----

Arezzo - Associazione Culturale RILINDJA
Evento: Rinfresco con piatti tipici albanesi e italiani
Luogo: Centro di Aggregazione Sociale al parco Pionta di Arezzo, dalle ore 16 fino alle ore 19:30
Contatti: Ismail Ademi - 3890939930, link all'articolo

Parma - Associazione SCANDERBEG
Evento: La settimana della cultura albanese
Luogo: Galleria delle Colonne in Largo 8 Marzo, n. 9
Contatti: Durim Lika

Prato - Associazione ALBAPRATO
Evento: Albania in Festa
Luogo: Palazzo Novellucci, Via Cairoli 25
Contatti: Ermelinda Nikaj Mundija

Cuneo - Associazione MERGIMTARI CUNEO
Luogo: Via Cuneo 89, Borgo S.Dalmazzo
Contatti: Ilir Malaj - +39 333 3281907,
http://www.associazionemergimtaricuneo.com

Torino - Associazione Culturale italo-albanese VATRA
Evento: Concerto per violino e pianoforte "Le Ballatte d'Oltremare & altri Grandi d'Europa"
Luogo: Conservatorio "Giuseppe Verdi", P.zza Bodoni, Torino, ore 20:30
Contatti: Benko Gjata

Perugia - Associazione Studentesca ASAP
Luogo: VELVET Fashioncafè, Viale Roma 20, ore 19.30
Contatti: Etjon Shehu, Gjergji Zaimi

Foggia - Centro Interculturale "Baobab - Sotto la stessa Ombra"
Luogo: Sala consiliare del Comune di Foggia, ore 11.00
Evento: Incontri delle culture.

---29 Novembre----

Bologna - Associazione Studentesca USAB
Luogo: Via Sant'Isaia 57/D, Ore 22.00
Contatti: Jetmir Nehani

Forlì - Associazione Culturale JUVENILJA
Luogo: Negli ambienti della Vecchia Stazione, dalle 16.30 alle 20.30
Contatti: Fabjan Pepaj

Torino - L'Associazione interculturale TURIN WORLD PEOPLE e l'Associazione Studentesca italo-albanese "SALTO"
Evento: Manifestazione "L'Albania…insieme"
Luogo: Sala ATC di Corso Dante 14, dalle ore 15.00 alle 19.00
Contatti: Brunilda Hysenaj - 338 772 53 90,Jetmir Vukatana - 329 9308948

Firenze - ASUF - Albanian Students of the University of Florence
Evento: I love Albania
Luogo: Via Michele Mercati 24, alle ore 22.00
Contatti: Jozefin Duoda (CDS Calmandrei): 320 381 42 32

----30 Novembre----


Trieste - Associazione Studentesca ASAT
Luogo: Sala Convegni della Casa dello Studente Edificio E3,
Via Fabio Severo 154 34100

La lingua etrusca e la lingua albanese

Zemla

In uno specchio etrusco si trova una scena d’amore i cui protagonisti sono Apollo, intento a guardare il dio etrusco del divertimento, Fuflun, mentre bacia una giovane donna, il cui nome è scritto accanto: Zemla.

Domanda: è possibile che il nome Zemla sia arrivato fino ai giorni nostri tramite la lingua albanese e che sia oggi presente nella parola albanese zemra (cuore)?

Nota: se si potesse accertare l’attendibilità del collegamento tra la parola zemla e zemra, così come di molte altre parole etrusche, si potrebbe affermare con certezza la presenza non solo di un legame tra la lingua albanese parlata oggi e la lingua e la cultura etrusca, ma anche del fatto che effettivamente queste testimonianze siano arrivate fino ai nostri giorni attraverso questo canale.

Zemla

Zemla

Tin, Ita

Il dio più grande per gli etruschi era Tin oppure Tinia, che più tardi i romani chiamarono Giove.

In un vaso rinvenuto a Dodona, conservato nel museo di Louvre, troviamo inciso: THEOZOTO.

Theo in greco è Dio, Zot invece è Dio nella lingua albanese.

In Buzuku [1]troviamo : Tin Zot

Gli etruschi: Tin, Tinia.

In etruscologia, il dio Tin tiene in mano tre fulmini, con il primo avverte – tuona (bubullin, in albanese), con il secondo appare – lampeggia (vetëtin, in albanese), con il terzo colpisce – fulmina (shkreptin, in albanese).

Nelle parole albanesi Vetë-tin, Shkrep-tin, Bubull-in forse si trova il nome del dio Tin, il cui simbolo era il fulmine?

Un altro dio degli etruschi era Ita. Gli albanesi chiamano il luogo nel quale questo dio è nato Tale oppure Itale.

Dalla necropoli di Durazzo è stata rinvenuta un’incisione col nome EITALE, datato IV – III secolo a.C.

Brano liberamente tratto dal libro Një shqiptar në botën e etruskëve dell’autore Ilir Mati


Gjon Buzuku è stato un vescovo cattolico albanese, autore del più antico documento noto stampato in lingua albanese: una traduzione del Messale Romano, in albanese: "Meshari", stampata forse a Venezia attorno al 1555.

fonte : http://eltonvarfi.blogspot.com/

Ksamil - Villaggio turistico nel sud Albania

Ksamil è un piccolo villaggio a 15 km da Saranda. Il mare è pulito e limpido, inoltre il posto è ricco di locali e ristoranti.
Ksamil è un paradiso per gli amanti del mare e della natura. La spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni. Sono tanti gli elementi che contibuiscono a rendere Ksamil una destinazione da cui è difficile tornare scontenti, cominciando dalla gentilezza e la cortesia della popolazione, fino alla qualità dei servizi alberghieri.

L'origine della Fustanella

La Fustanella è un tradizionale gonna-come indumento indossato dagli uomini albanesi durante le cerimonie folkloristiche. E un vestito tradizionale albanese.
Questo indumento oggi viene indossato anche in Grecia grazie alle minoranze albanesi in Grecia (gli Arvaniti e i Cham),Tutto il vestito folkloristico è una parte miolto importante della tradizione albanese.
Si puo dire il vestito ha origini illiriche .

Oggi alcuni storici associano erroneamente questo vestito tradizionale alla storia della Grecia . Ricordiamo che coloro che crearono lo stato greco nel 1821 erano principalemente albanesi del sud Albania i quali diedero l'indipendenza dalla Turchia.
Lo stesso primo presidente della Grecia era albanese era Joan Ccpodistria
nato ad Girocastra(sud Albania)

Alcuni ricercatori ritengono che la toga romana avrebbe origine e spunti dalla fustanella.Infatti a Roma ci sono stati ben 21 imperatori albanesi.



Infatti molte statue degli imperatori romani avevano proprio la fustanella.Un indumento lungo come una gonna che arriva fino alle ginocchia.

La fustannella si pensa che sia nata nel sud dell'Albania(dei tosco) e poi diffuso in tutta l'attuale Grecia.

L'Albania è divisa in cetti linguistici e cuturali; i tosco che sono popolazioni del sud Albania e i ghegh i quali hanno una parlata più dolce e con una tonalità minore si trovano al nord Albania.
L'Epiro sino al 1912 era dell'Albnania e proprio in questa parte della Grecia ci sono segni antichi di questo indumento.

Moj e bukura gjitone - Bella vicina di casa

Moj e bukura gjitone

È un dato di fatto gli arvaniti (cioè la popolazione albanese antica in Grecia) era il popolo che ha dato la libertà alla grecia dall'Impero ottomano.
In tutti i libri ,che la Grecia ortodossa ha cercato di eliminare, ci sono nomi e persone di arvniti fino all'arrivo degli slavi nei balcani i quali hanno messo albanesi e greci in conflitto.
Si pensa che oggi 3 milioni di Greci sono Arvaniti, purtroppo il governo greco da delle statistiche sbagliate.
Sono 1/3 della popolazione greca.

Questo non piace la Chiesa greco-ortodossa che rischia la sua forza e l'equilibrio dello stato greco. Come risultato, la Chiesa greco-ortodossa è stata in grado di coinvolgerli (esclusivamente Arvaniti) in una sorta di politica in cui ortodossia di Stato, e la famiglia sono il miglior modo di vita.

Mentre Stato e la famiglia sono alcuna minaccia, ciò che queste persone vengono alimentati nelle Messe (accanto alla breve lettura della Parola di Dio) rimane molto discutibile.

Video Moj e bukura gjitone (Bella vicina di casa)

Cattedrale di San Demetrio (Berat)



La chiesa medievale di San Bitri (Pogradec)

La chiesa medievale di San Bitri (Pogradec)

La chiesa medievale di San Demetrio è una chiesa che le persone del posto hanno poi chiamato chiesa di San Bitri, .Questa chiesetta si trova alcune centinaia di metri dal villaggio Potkozhan. Questo piccolo edificio in pietra, di cui è lastricato con valori univoci in relazione a due piccole cupole sul lato orientale e la parete molto speciale dipinta con affreschi nella sua parte interna. Anche se gli affreschi sono danneggiati, i visitatori possono ammirare ancora oggi il mistero e la bellezza dei santi dipinti sulle pareti.

Berat è una tra le citta piu antiche di Albania

Berat è una tra le citta piu antiche di Albania.L’origine di questa citta è il castello costruito nel IV secolo a.C. I dati archeologici ci portano fino al VII secolo a.C. Due martelli di pietra dell’eta di rame – l’inizio del bronzo testimoniano che negli anni 2600 – 1800 a.C. era un centro abitato. La citazione di autori stranieri, Polibio and Tito Livio, identifica Berat con Antipatrea.

Riferendosi ai reperti dagli scavi archeologici fatti nell castello di Berat e basandosi ai vari autori, si consolida il pensiero di continuita della vita di questa citta dall’antichita fino ai nostri giorni.
Il periodo protourbano (fine del VII – V a.C.) si dimostra dalla ceramica trovatta sia quella della produzione locale che quella importata. Per la prima volta si scoprono negli stratti culturali frammenti di intonaco di creta e tracce delle verghe dei campanni. La ceramica importata veniva dai rapporti con il Corinzio e con L’Italia meridionale.
Nel periodo cittadino ilirico (III secolo a.C. – IV secolo d.C.) si incontra il nome antico di Berat e dei dati da diversi autori su questo problema.
Il nomeantico della citta e oggetto di discussione di alcuni autori, i quali spesso contrastano l’un l’altro, ma la maggioranza di loro converge nel pensiero che Antipatrea e l’ odierno Berat.
Per la continuita della vita di questa citta durante il tardo periodo antico (IV secolo fino al VI secolo d.C.) parlano i reperti della ceramica e pochi elementi dell’architetura incontrati durante gli scavi. Gli oggetti metalici di bronzo e di ferro sono di meno a confronto di ceramica. Si distinguono i coltelli, i martelli, cucchiai ecc, come pure le monete della tarda eta antica. Gli afflussi delle popolazioni ai secoli V – VII d.C. rendono indispensabile la ricostruzione dei muri dennegiati.
Le ricostruzioni fatte al sistema di fortificazione, la materia archeologica, gli attrezzi del lavoro, gli oggetti ornamentali e le monetebizantine del IV – VI secolo trovati durante gli scavi, testimoniano un rifiorimento della vita economica e culturale nella citta antica di questo tempo.
Nel periodo dell’occupazione romaca e della tarda antichita l’importanza di questa citta va in crescita quando molte citta attorno avevano cominciato a indebolirsi. All’anno 533 si nota Pulheriopolis (Berat) come centro episcopale e come un capoluogoideologico. Questo svilupo culturale lo testimonia anche il Codice purpureo del VI secolo, uno dai due codici di questo tipo in tutto il mondo.
Nel XIII secolo Berat era con alcuni quartieri fuori le mura del castello, cosi che l’apertura fuori castello ero piu antico di questa data.
Il terremoto disastroso del 1273 a Durazzo fece che molti suoi abitanti si stabiliscano a Berat e questa preferenza dimostra che Berat aveva un economia sviluppata.
Il periodo medievale si distingue per numerosi costruzioni e per la tecnica di costruzione e delle ricostruzioni.
La cresita dell’attivita economica (edile e produttiva) testimoniano che la fortificata citta illirica di Berat verso la fine del IV secolo e l’inizio del III secolo a.C. stava passando al periodo del suo rifiorimento.
Durante l’alto medioevo, il tempo dello svilupo dei rapporti feudali, il nome Pulheriopolis si perde e Berat comincia a chiamarsi col nome Belgrad, anno 1018, il tempo dell’occupazione bulgara. Berat in quel tempo aveva circa 2.000 abitanti.
Lo studio urbanisticodi Berat e trattato da diversi autori, particolarmente del centro storico. Le mura medievali si alzano su quelle antiche ,1400m il perimetro con 24 torri difensive. Queste sono di alcuni periodi. Le piu vecchie sono del IX – XI secolo e sono costruite con la tecnica mista (mura di pietra e fasce di mattoni). L’altro periodo delle costruzioni importanti e del tempo del Despotato di Epiro, l’inizio del XIII secolo. Una cisterna d’aqua viene datata del XIII – XIV secolo come pura la costruzione della sede del feudatario castallano.

Lo svilupo urbanistico di Berat medievale nel periodo dell’uscita dalle mura del castello, a Varosh, cosi si chiamavano nei Balcani (quartiere fuori mura del castello, ma nel caso di Berat ha anche una cinta esterna), che ha la particolaritache da questa zona si forniva con aqua il castello nei casi di assedio. Le tecniche di costruzione delle muara e i loro parametrisono tratatti faccendo confronti con castelli contemporanei con le specifiche per ciascuno. L’alteza delle torri comincio ad aumentarsi durante il XIII secolo, il che si vede nelle torri di Michele Comneno. Altresi la costruzione del cortile di fortificazione nel castello di Berat si presenta come una particolarita difensiva. L’urbanistica del castello nel periodo delle principate e l’uscita delle costruzioni fuori le sue mura si cita nei documenti storici dell’anno 1280 (suburbia castri Bellogradi).

Dall’insieme delle costruzioni sociali nel medioevo, le costruzioni del culto sono quasi le uniche che si conoscono dagli studi e dagli scavi fino ad oggi. Loro con la loro estensione in tutto il territorio del paese fanno possibile l’opinione per il livello dell’architetura e delle costruzioni in generale.
Nell’architetura delle costruzioni medievali del culto distinguiamo due periodi principali: quello dal VII – XII secolo e il periodo del XIII – XV secolo. Questo periodo si colega a rinvigoramento dei feudatari locali, come pure ai periodi principali dell’architetura bizantina e quella occidentale, riflesse queste in Albania alle dipendenze dei fattori sopraccitati (A. Meksi). Entro questi due grandi periodi architeturali e storici si fa questa classificazione:

Le chiese di una navata
Le basiliche
Le chiese alla forma di croce con cupola

Le basiliche, le quali costituiscono il numero piu grande delle costruzioni paleocristiane e bizantine antiche, continuarono acostruirsi durante l’XI – XII secolo ancora senzo intromettersi nel nostro paese i tipi crocio interno con cupola che si vedono alla fine del IX secolo a Costandinopoli e che durante il X – XI secolo cominciano a diffondersi anche nelle provincie.
La chiesa di San Colli a Perondi di Berat: Questa chiesa e una tra le piu antiche del nostro paese. La notizia piu vecchia per la chiesa e dell’anno 1399 come convento di San Colli di Pentarhondia, in un elenco di oggetti persi dal convento e consegnati a Teodoro III Musaca, signore di Berat, per salvarli dall’incursione dell’esercito turco. E’ una chiesa che spetta ai tre periodi di costruzione.
Le costruzioni alla forma di croce, si chiamano cosi dalla forma della planimetria di una croce inscritta. Cominciano a costruirsi all’inizio a Costandinopoli alla fine dell’XI secolo, e gradualmente si diffondono alle altre province.
La chiesa di Santa Vllaherna, la piu antica che si trova oggi nella citta importante di Berat. La chiesa si conserva in un stato molto trasformato. Osservando le parti esterne si notano facilmente le parti antiche da quelle nuove, perche queste ultime sono costruite con una tecnica diversa e trascurata. Questo fa possibile la lettura della forma di un tempo della chiesa croce inscritta con cupola sul tamburo, con appoggi interni. La chiesa e restaurata nel XVI secolo e prima dell’anno 1578 quando e dipinto dal nostro pittore Nicola, figlio di Onofrio, come risulta dalla inscrizione sulla porta che collega il nartece con il naos. La parte bassa del muro e costruita con mattonelle e tegole poste orizzontalmente, caratteristica questa delle costruzioni dei muri nellXIII – XIV a Berat, incluso qui anche il castello. Il muro sopra e costruito con la tecnica di clausonoggio, contemporanea con altre chiese bizantine. Questa chiesa dev’essere costruita all’inizio del XIII secolo quando nella citta di Berat prendono grande slancio le costruzioni.
La chiesa di Santa Trinita a Berat, costruita vicino alle mura del secondo accerchiamento del castello, vicino alla sede della guarnigione e dei signori, ai quali sembra che servisse. La chiesa e coperta con volte cilindriche e archi, mentre al centro con una cuffia sferica, piu alta che le altre costruite con mattoni. I muri sono costruiti con la tecnica del clausanaggio. La costruzione di questa chiesa, secondo le tracce, e del XIII – XIV secolo.
La chiesa di San Michele, costruita su una roccia appuntita dal lato sud del castello, ha la stessa architettura e tecnica di costruzione, ma che evolve usando di piu il clausanaggio, il che dimostra di una perfezione e una crescita economica del tempo.

La storia afferma che, circa 200 anni prima dell’arrivo degli osmani, nel nostro paese avevano errato gruppi di dervisci e muezini per compiere la santa missione di propagare l’islam. In quel tempo l’islam, s’intende, era una nuova religione, sconosciuta per la popolazione locale che si mise in contatto a rapporti amichevoli che spinse gli albanesi verso l’islam era la predicazione della religione di un Dio.

La tolleranza religiosa, il principio per rispattare il fedele di un’altra religione ugualmente a se stesso, forse di piu in ogni luogo, si avverte sensibilmente nella citta di Berat.

Con l’arrivo dei turchi nel 1417 si creano le possibilita per la propagazione della fede islamica. Questa fede la abbracciarono per primo quelle famiglie e quegli ambienti dove c’era una vacuita di fede. E’successo anche il cambio della religione. I primi erano le grandi famiglie e i notabili della citta.

L’importanza strategica di Berat proviene anche dal ruolo che aveva nel commercio. Tra i prodotti agricoli piu conosciuti a berat erano:il mais, il grano, l’orzo...

L’industria a Berat includeva solo prodotti del caratere decorativo ed era principalmente domestica. Le donne tessevano tappeti, coperte di lana, tela, calzini ecc. Gli orefici facevano lavori in filigrana, ornamenti per le donne, cinture, bracciali, collane, orecchini, come pure vasi d’argento e d’oro. Gli orciai facevano orci o brocche di creta non cotta. I zingari fabbricavano tutti gli oggetti di ferro e di rame e nello stesso tempo facevano anche il mestiere del stagnaio. I muratori e i falegnami venivano da Dibra.

Gli avanzi della produzione di lana, di grano, di giunco....,tranne i cavalli e ogni altro animale, dopo la soddisfazione dei fabisogni della citta, si esportava in Italia e a Trieste, da dove, come cambio, si importava zucchero, caffe, sapone, tela e taffetta, medicinali,faenza ecc.

Ma Berat ha vissuto anche il commercio che si faceva dalle navi albanesi a vela tramite le dua scale fluvisli di Voiussa e di Seman.

Il 1431 Berat aveva circa 450 case nella cittafortificata e da questa 216 erano nel Varosh, le quali non avevano il privilegio degli abitanti del castello che per la sua difesa non pagavano tasse.

Il nome di berat e connesso con il firmano del sultano Mehmet II. Con lo scioglimento del sangiaccato di Albania, Berat viene incluso nel sangiaccato di Valona. Riferendosi al registro dell’anno 1582 Berat aveva 7500 abitanti in circa.

L’istituzione del pascialato di Berat da ismail Pascia Velabishti, che eredito il feudatario ambiziono Ahmet kurt Pascia il quale ricostrui il castello, al quale destino molta importanza e costrui numerose opere per la citta. La fortificazione della partebassa della citta del XIII secolo lo si vede chiaro dalle tracce rimaste nel Varosh antico.

Nell’architettura della construzioni del culto si distinguono la cjiesa,le moschee,i monasteri dei dervisci,le medresse (scuole islamiche) e tutte le construzioni del culto islamico,si distinguonon le tecniche e le fasi di construzione.

Le costruzioni ingegneriche e sociali, il fornimento di acqua, la costruzione delle fontane, degli acquedotti, delle cisterne ecc, sono un’espresione della potenza edilizia in questo periodo.

L’architettura popolare con le costruzioni dei complessi e delle costruzioni particolari, lo svilupo urbanistico, il carattere particolare delle costruzioni e la loro evoluzione, costituisce un patrimonio il quale arriva fino ai nostri giorni con gli interventi nel tempo. Le fasi dello sviluppo della citta, l’abitazione e l’ambiente, la camera del focolare, la camera degli ospiti, il verone, l’angolo ecc, la rete stradale, i canali e il verdeggiamento sono parte di questo sviluppo.

La protezione legale dei patrimoni culturali nel notro paese e realizzata con atti normativi entrati in vigore sino prina della liberazione. Verso la fine del XIX secolo anche dal Impero Otomano la protezione del patrimonio culturale era sancita con legge. Il primo atto normativo in questo campo che era in vigore anche nel nostro paese e il regolamento interno del 01.05.1889 per la sistemazione del museo reale. Secondo l’articolo I di questo regolamento “il museo reale ha come scopo di scoprire e di proteggere tutti gli edifici antichi e i monumenti che verrano alla luce dagli scavi, di metterli nei musei e di pubblicarli. “Alle soglie della proclamazione d’indipendenza del paese e entrato in vigore la legge del 08.07.1912. Secondo l’articolo 5 “generalmente i castelli antichi, i carceri, i muri di ogni edificio (monumento) si chiamano antichita”. Questa legge rimase in vigore fino all’anno 1929. Dopo la proclamazione dell’indipendenza, il primo atto ufficiale per i patrimoni culturali e materiali e la circolare del Ministero di Pubblica Istruzione nr. 923 del 19.06.1922 tramita la quale si ordinavano di avere cura per lo stato e per la conservazione delle anticaglie (monumenti)... L’atto piu completo giuridico in paragone con quelli citati e la legge nr. 129 del 28 maggio 1929 “Sui monumenti nazionali”.

Dopo la Prima Guerra Mondiale la Francia e L’Italia erano le prime che fecero accordi per svogliere attivita di scavi archeologici in Albania. Nell’anno 1937 anche i romeni fecero un accordo del genere ma non comincio i lavori.

Benche anche nel passato i patrimoni culturali nel nostro paese erano protetti dalla legge, per quelli non mostrava cura alcun organo statale. Cosi, quasi in tutte le chiese di Myzeqea fino a Berat sono intromessi elementi presi dalla citta antica di Apollonia, anzi anche per i serragli del pascia di berat sono presi 70 carretti di sassi.

Il Congresso di Permet annullo tutti gli accordi fatti prima e, insieme con loro, anche le concessioni date per i patrimoni culturali. Nell’anno 1948 si pubblico il primo atto normativo nr. 609 del 24.05.1948 “Pe rla protezione dei monumenti di cultura e dei rari oggetti naturali”. Nell’anno 1955 e approvato il regolamento “Per la conservazione dei monumenti di cultura”. Nell’anno 1971 e approvato il decreto nr. 484 del 23.09.1971 “ Per la protezione dei monumenti culturali e delle rare ricchezze naturali”, il quale abrogava quello del 1948. Con decisione del Consiglio dei Ministri nr. 172 del 02.06.1961 sono proclamati citta – museo Berat e Gjirokastra, il Vecchio Bazar di Kruja e la parte antica e il sottosuolo di Durazzo. Piu tardi le citta – museo hanno i rispettivi regolamenti.

I monumenti della cultura secondo la loro natura si dividono in alcune generi:Monumenti storici (edifici e luoghi che hanno da fare con importanti evenimenti storici, case dove sono nati e vissuti uomini ilustri, monumenti archeologici, insediamenti antichi), edifici del culto(chiese, moschee ecc.), bagni popolari...

La decisione del Consiglio dei Ministri nr. 172 del 02.06.1961 e seguito dalla decisione nr.170 del 02.06.1961 con l’approvazione del regolamento “Per l’amministrazione della citta – museo di Berat”. In base alla decisione nr. 172, comma 3 “Fino alla fine degli studi, dei progetti e dei regolamenti per le citta di Gjirokastro, Durazzo e Kruja, queste si curano; si restaurano e si amministrani i analogia con le disposizioni dal regolamento della citta – museo di Berat”. Secondo il regolamento, la citta – museo si divide nella zona museo, nella zona protetta e nella libera. Lo stesso centro storico si divide nella zona museo e nella zona protetta.

Le zone museali sono le parti di piu valore delle citta – museo e si conservano nella loro complessita come complessi monumentali, urbanistici –architettonici e ambientali e li non si consentono nuove costruzioni. Nelle zone protette, in casi particolari si consentono nuove costruzioni aministrativi e socio-culturali, ma quelle devono essere armonizzate con il complesso urbanistico, architettonico e ambientale che la circonda. Nelle zone libere si permettono adattazioni, aggiunti e nuove costruzioni, ma rispettando rigorosamente due condizioni:

di non ledere le caratteristiche della citta-museo
di rispettare il carattere delle costruzioni di citta-museo

Ormai abbiamo nelle mani il nuovo regolamento del centro storico,migliorato a favore dei valori patrimoniali. Cosi e fatta la nuova zonificazione del centro storico accompagnata con il nuovo regolamento.



La scuola della pittura e coronata dal maestro albanese del XVI secolo Onofrio, il capolavoro del quale si distingue per i valori particolari nel componimento di Santa Maria con il Cristo al braccio destro e per il caratteristico colore rosso. La sua scuolae continuata da suo figlio Nicola, Onofrio Cipriota ecc. E porto nei nostri fondi centinaia di opere dell’iconografia e dell’affresco, le quali sono oggetto di studio e di restauro da autori locali e stranieri. 600 icone dei vari periodi e 1500m2 affresco, per motivi finanziari, sono in attesa della restaurazione.

L’ornamentazione in legno, molto diffusa nella citta di Berat particolarmente negli edifici religiosi e nelle abitazioni popolari, dimostra per uno sviluppo organizzato di questo genere che arricchisce Berat con valori che si distinguono sia dalla tecnica di lavoro che dai motivi applicati secondo il caso dai maestri locali. La maggioranza di loro e di motivi dalla nostra flora e dalla nostra fauna.

La regione di Berat ha 117 monumenti della prima categoria e 460 della seconda categoria da tutti i generi:Chiese, moschee, abitazioni, ponti, castelli ecc.

Per lo studio, per la conservazione e la restaurazione dei patrimonio culturalli all’inizio ha lavorata L’instituto delle Science, poi l’Universita di tirana ed ora l’Instituto dei monumenti di Cultura con le filiali nei distretti. Come basi della restaurazione sono l’applicazione delle carte internazionali del restauro, dalle quali sono uscite anche regolamenti sul restauro. Gruppi specializzati fanno la ricerca e la documentazione grafica e fotografica dei monumenti, i quali fanno poi delle proposte al governo perl’approvazione della loro protezione.

Gli interventi di restaurazione vengono sottoposte alla piena procedura, che inzia con lo studio della documentazione in dettagli, poi con la descrizione storica e con la tecnicadi costruzione, le fasi, il materiale usato ecc. Dopo tutta questa preparazione, da uomini specializzati in questo campo, si compila il progetto di restaurazione, il quale si discutte nel Consiglio scientifico, e poi prende l’approvazione nel Consiglio nazionale di restaurazione che si dirige dal Ministero di Cultura.Il progetto di restaurazione finisce insieme con il restauro seguendo da vicino anche le nuove cose che escono durante il restauro e che sempre vengono sottoposte alle consulazioni scientifiche. Alla fine del restauro si fa l’aggiornamento del progetto e la documentazione definitiva.

Il criterio base degli interventie la conservazione del materiale usato ricuperandolo, la sostituzione si fa solo per elementi degradati che non affrontano la sopravvivenza del monumento e con materiale uguale, oppure quando non e possibile, molto uguale a quello: ad esempia la stessa famiglia di albero o pietre dalla stessa cava ecc. Cosi si usano solo materiali tradizionali che sono usati dai costruttori precedenti, e il rispeto delle tecniche della costruzione sono richieste per i monumenti della prima categoria, i valori dei quali si conservono sia dentro e fuori del monumento. Per la seconda categoria il trattamento e uguale per la facciata esternadel monumento o per un altro ambiente o elemente di valore, invece nel trattamento interno per migliorare le condizioni della vita si usano materiali contemporani.

Dalle osservazioni fatte nei vari monumenti si constata che nella costruzione delle fondamenta si usano pietre grandi senza malta appogiate su un terreno forte, mentre quelle sono sulle rocce si usa pietra con dimensioni normali.i muri in alteza si fanno con stessa tecnica ma usando malta di creta, oppure negli oggetti importanti calcina. Ogni 60cm si usano fasce di legno lognitudinali e trasversali per legare il muro e per proteggerlo dale scosse sismiche. Le fasce si mettonp in modo visibile, ma spesso si mettono anche nascoste nei muri di creta si coprono con tettoie larghe o si fanno dellle commessure con calcina per proteggersi dall’umidita. La costruzione dei tetti si fa con materia legnosa scelta e stagionata 1 anno all’ombra. Le loro costruzioni variano dagli spazi e dal peso del materiale per coperta. Quandola coperta e di lastre di pietra, la costruzione e piu solida con materiale forte, invece quando la coperta e di tegoel, naturalmente quella e piu leggera. I cambiamenti delle costruzionidei tetti si notano dopo l’anno 1851 quando un forte terremoto causo una distruzione massiccia, percio molte abitazioni avevano bisogno di ricostruzione e cosi si nota un nuovo sviluppo che fino a quel momento era un privilegio delle costruzioni importanti della gente ricca. I muri dei piani sopra cominciarono a sostituirli con assito. Questa tecnica faceva possibile la loro costruzione veloce e lo schivamento dei danni dal terremoto. In questotemo si vede l’uso massiccio del legno creando una nuova fisionomia dei volumi delle abitazioni che cominciarono ad essere alla forma di una cascada, creando superfici piu grandi e con una veduta decotativa delle facciate e con molte finestre. Questo e il tempo quando anche le finestre chiuse con battenti di legno si sostituiscono dai vetri appena usati.

La calce, la quale e il materiale base legante sia per i muri che per l’intonocatura, si lascia stagionarsi fino a 2 anni e, per oggetti piu importanti, anche di piu.

Conosendo tutti gli elementi usati dalla tradizione, questo aiuta anche nel trattamento del restauro di questi elementi selezionando anche i materiali per intervento. Gli interventi sull’elemento dell’arte si fanno dal rispettivo settore parallelamenti ai lavori di architettura oppure, quando e possibile, nei laboratori del restauro.

Nei monumenti del culto ogni danno sulle costruzioni dei muri o delle cupole si accompagna con il danneggiamento degli affreschi.

Gli interventi in questi casi sono fatti combinati tra il settore di architettura e quello dell’arte. In casi particolari e neccessario togliere la superficie della pittura e la sua ristabilisazione dopo il consolidamento del supporto.

I danni piu numerosi dell’affresco succedono durante tutte le fasce di legno. Dalla loro cosumazione a causa dell’umidita, si staca l’affresco e rischia la sua distruzione. Spesso e neccessario la sostituzione delle fasce. Il togliere dell’affresco e indispensabile anche dopo e creato un buono supporto con rete di filo, ristabilisce di nuovo l’affresco assicurandoli una lunga vita. Sempre i tagli sono limitati sono quando non c’e altra soluzione. Come si sa, la citta di Berat ha un complesso di valori architetturali urbanistiche e in genere del patrimonio artistico del tempo che sono un patrimonio veramente unicale e che merita di essere nell’elenco dei patrimonio dell’umanita.

Post in evidenza

La storia dei 130 carabinieri in Albania nel 1943 (una storia dimenticata)

Dopo la fine della seconda guerra mondiale l'esercito italiano in Albania si trovava circondato dai tedeschi e dai comunisti albanesi....