Sfilata arbereshe 2013

Gruppo Storico "Compagnia d'Arme Lazzaro Mathes" di Maschito (PZ) in trasferta a San Marzano di San Giuseppe (TA) il 14 luglio 2013. Grande accoglienza da parte degli organizzatori e cittadinanza. Magnifica esperienza da proseguire con scambi culturali fra le varie minoranze linguistiche arbëreshë.

Miniatura

Arshi Pipa: Montale e l'ombra di Dante.


Arshi Pipa: Montale e l'ombra di Dante.
di Agron Y. Gashi
(Tradotto da Brunilda Ternova) 


Arshi Pipa, poeta e filosofo, critico e studioso di letteratura, sviluppò la sua attività creativa nel corso degli anni 1941-44 nella rivista “Critica”, della quale fu fondatore e direttore. I suoi scritti critici sono stati più di natura saggistica, sia quando scriveva appositamente per specifici autori, sia quando scriveva per fenomeni letterari in generale, e anche quando si cimentava in teoria critica. 
Fin dai primi scritti, Pipa cerca di appianare alcune questioni legate alla categoria di critica letteraria, con particolare accento sulla critica letteraria albanese. Concepiva la critica come una missione spirituale, che assume le dimensioni di una filosofia poetica e una filosofia d'arte. Pertanto, essendo esperto della teoria della critica, lui la definisce nel piano estetico così come in quello storico, individuando la critica d'arte e la critica letteraria.
Sul piano teorico, Pipa ritiene la critica come una attività logica, mettendo l’intuito al suo centro e portando la materia viva come una ricreazione. La sua definizione mette in mostra la critica come ricreazione di un’opera artistica, come metalegittimazione – legittimazione della legittimazione. Nonostante le premesse che derivano dal suo discorso teorico ed saggistico, Pipa da sempre ha mirato ad una critica specializzata, che avrebbe visto la letteratura come differenza specifica.
Fin dall'inizio, mentre scriveva e analizzava i testi di Noli, Fishta o Migjeni, la sua valutazione viene caratterizzata dall’approccio, mettendo sempre di fronte all'oggetto di studio un altro modello letterario.
In fin dei conti, l’erudizione di Pipa apparteneva di più al campo della filosofia, perciò i criteri di valutazione erano basati su una solida conoscenza teorica. 

Montale di fronte a Dante.
Il libro di Pipa, “Montale e Dante” è il primo studio scritto in lingua inglese e adesso anche in albanese che riguarda l’opera di uno dei più grandi poeti italiani, nonché del nobel Eugenio Montale. “Professor Pipa si focalizza nel suo studio sull’influenza che la poesia di Dante ha avuto per Montale. Montale è stato chiamato “dantesco” da alcuni critici, per l’uso frequente della lingua dantesca e per certe affinità con il poeta fiorentino. Con la lettura di Montale attraverso le lenti di Dante, come egli descrive il suo metodo, il prof. Pipa rivela che Dante è stato per Montale non solo un modello per le opere letterarie o linguistiche, ma anche un ideale politico”. Questa è la valutazione riguardo lo studio di Pipa dell'Università del Minnesota, Mineapolis, nel 1968. 
Nella prefazione del libro, Pipa ritiene che l'impatto di Montale è stato forte. Tracce delle sue influenze possono essere trovate anche fuori Italia.
In realtà, i lavori in questione, come dice lui stesso, è un tentativo di determinare il livello di impatto di Dante su Montale, e di interpretare la poesia di Montale avendo come riferimento Dante. Pertanto, la conclusione che le opere comunicano tra di loro sempre diventa esplicita nei nostri studi letterari. 

Struttura
Lo studio in questione ha una struttura complessa, ma che risponde all’ordine scolastico, e anche alla natura delle letture personali di Pipa e alla interpretazione multidimensionale. Il libro è diviso in sette capitoli, come ad esempio: Leggere Montale attraverso la lente di Dante, La Discesa in Inferno di Montale, la Politica e l'Amore, La Battaglia con Cristo, Un Caso di Emulazione, Appendice e Bibliografia. I titoli dei capitoli sono più dei titoli poetici piuttosto che critici, che testimoniano un processo di lettura selettiva.
I sottotitoli che si trovano all'interno si sottopongono ad un sistema di esaminazione e di argomentazione, che rispondono alla teoria critica, e specificamente alla critica accademica. Quindi, in questo studio si sono pavimentati bene le note iniziali, l’oggetto e i metodi di studio, di ricerca e di indagine multidimensionale, fino all'esame dei risultati della ricerca, come caso di emulazione.

Mentre in Appendice, Pipa ha selezionato e ha tradotto numerosi testi saggistici di Montale, attraverso i quali meglio che altrove si esplora il suo concetto sull’arte e la cultura in generale. 

Ambito di Applicazione e Metodi di Studio 
Come si è visto, Pipa ha come tema della propria ricerca una parte dell’opera di Eugenio Montale che si connota in vari livelli con quella di Dante, soprattutto creazioni, come ad esempio: Ossi, Occasioni, Bufera, Farfalla, mettendole di fronte alla Commedia Divina di Dante.

La questione dell’impatto di Dante su Montale è stato oggetto di indagine anche da parte di altri ricercatori, sui quali ci informa anche Pipa attraverso il saggio metacritico su Montale in cui si osservano chiaramente molti elementi linguistici dell’opera di Dante che sono incorporati nella struttura della poesia di Montale.
Anche se Montale non aveva mai accettato in modo diretto una cosa simile: 
"Io non ho scritto con la Divina Commedia aperta vicino a me” - aveva detto a un critico, mentre quest’ultimo insisteva sulla influenza palese che si osservava. 
Arshi Pipa, attraverso il suo studio dimostra la doppia interpretazione; legge il testo poetico di Montale tramite il testo poetico di Dante. La lettura e l’interpretazione di un testo indagando i segni di un altro testo dentro ad esso è segno della scuola poststrutturalista e semiotica, i cui rappresentanti non credono che ci sia un discorso vergine (Barti). In realtà, questo ci riporta alla critica del testo, accompagnata dal metodo dell’analisi logica con dei dati linguistici, stilistici e semantici. In questo modo la lettura dei testi di Dante fornisce una spiegazione argomentata riguardo la poesia di Montale: "La spiegazione non può essere deliberatamente perseguita da Montale", spiega Pipa, procedendo ulteriormente: "Un testo richiama l’altro tramite la risonanza musicale.” Questo accade perché Montale ha assimilato Dante. 

Da qui, l'analisi del testo si avvicina al metodo intertestuale, come una ricerca immanente del testo e come un’analisi logica. Pertanto, qui si dimostra che la questione principale, non tratta dei metodi di lavoro per studiare la letteratura, ma la questione dei metodi della letteratura come uno strumento di studio. (Ejhenbaum). 

L’ Allegorismo: Montale su Montale.
La critica di Pipa oltre alla lettura e l’interpretazione letteraria riconosce anche la lettura referenziale-contestuale. Un passaggio questo dalla perifrasi all’allegorismo, perché fornisce dati non testuali che hanno avuto un impatto diretto sulla creatività di Montale, e nella letteratura italiana in generale. In questo modo la figura di Montale viene vista nel contesto socio-politico, mettendo in evidenza anche i valori della letteratura europea. 
Come per sottolineare lo spazio empirico, l’allegorismo, poiché siamo ancora alle porte dello studio e dell’interpretazione letteraria, Pipa scrive: "... il clima politico in Italia stava cambiando rapidamente e la nuova letteratura, che stava fiorendo, poneva l'accento su questioni politiche e sociali . Montale non è stato coinvolto come altri poeti, anche se il suo verso, dopo una prima immersione nella realtà della politica, generò nuove enfasi.”
Inoltre, Pipa oggettiva i testi di Montale, in cui viene accertata l’avventura dantesca, dalla poesia alla prosa (il racconto) con segni autobiografici, attraverso i quali il modello di vita viene visto con uno status intertestuale a prescindere dal fatto che vengano descritti dall’alta fantasia del tipo dantesco. 
Così, passa dall’allegorismo alla lettura della perifrasi. Si scopre l’allusione che va di pari passo con l’allegoria, un corso questo seguito dall’autore empirico e dall’autore estetico.
Secondo Pipa, le tracce di Dante in Montale si esprimono sotto forma di vaghe reminiscenze. L’Analogia tra le figure concettuali di Dante contrassegnate nel testo insieme con i testi di Montale sono oggetto di indagine da parte di Pipa, contemporaneamente anche illustrate in versetti, il che testimonia una ricerca sistematica e argomentativa. L'argomento è una delle caratteristiche principali della critica letteraria. 
Così, Pipa indaga le tracce dantesche nel poema intitolato Ossi, Meriggiare Pallido scritta nel 1916. Pipa trova che le idee e la struttura poetica siano di Dante, facendo riferimento anche ad altri ricercatori che hanno concluso che il poema in questione è un esempio di imitazione costante, e ad un altro autore, Pascal. (Bunfiliali). 
L’ombra di Dante si manifesta in qualsiasi parte del lavoro di Montale, come dimostra l’analisi comparativa che viene fatta ai testi di Montale, anzi fino alle constatazioni riguardo la fragranza ispiratrice dalla poesia “L’Inferno”, che secondo Pipa fornisce una spiegazione per la poesia di Montale, particolarmente richiamando l'attenzione alla implicazione politica della poesia. 

Tuttavia, le creatività costanti dei due poeti sono spesso accompagnate da una divergenza nella formulazione concettuale e teologica. 

Allegoria e Allusione

Pipa come punto in comune tra Dante e Montale, trova l’allegoria. Secondo Pipa, l’allegoria caratterizza la forma mentis di Dante. In questo modo Pipa vede le tecniche di scrittura di Montale come varietà dell’allegoria. L’Analisi testuale si mette alla ricerca di varianti equivalenti tra i due grandi poeti.
La lettura dell’allusione e dell’allegoria è una lettura di due estremità tematiche: Amore e Politica. Così, la ricerca e l'analisi delle figure del testo, in questo caso l’allusione e l’allegoria, confermano le vecchie tesi secondo cui la poesia di Montale si basa sui significati suggeriti da parole e frasi interessanti. In questo contesto, si danno degli esempi di codici e figure narrative, come ad esempio: metonimia e omonimia.
In generale, come in altri casi, Pipa cerca le figure concettuali come figure significative estrapolandone l’origine, nel caso della poesia di Montale così come in quella di Dante.
Così, attraverso l'analisi sottile figurativa e le piccole unità della sintassi (sintassi-stilistica) si scoprono le idee politiche ed estetiche di Montale, che sono ben codificate all'interno del testo e che fungono da principali figure letterarie.
Pertanto, la figura poetica si scompone, si decodifica nel contesto stilistico come pure nel contesto semantico. Poi, si esaminano i poemi narrativi in base ad una analisi testuale e contestuale, scomponendo ogni parola e frase che corrisponde tra di loro. In questo modo, l'interpretazione si concentra sulla polivalenza del linguaggio poetico, in tutti i contesti. 

La somma delle analisi
L’Analisi della struttura delle opere letterarie di Montale si accompagna ad un'analisi comparativa fono-stilistica. Tale interpretazione è in favore della più profonda comprensione della perifrasi, per aprire il grande dialogo con il testo, per convertire la sua critica in critica di dialogo, avendo per base l’analisi linguistica ed etimologica delle parole e delle frasi poetiche. 

L’Analogia, il dettaglio, la reminiscenza, l'immagine, il gioco delle parole e la semantica delle figure concettuali sono nozioni che portano Pipa verso i risultati della ricerca per definire la figura come allegoria visionaria, qualcosa che va oltre la figura e che diventa una strategia, struttura letteraria, da sempre legata alla stretta lettura che legittima quasi tutti i piani del testo: 
"Le analogie (del testo) non finiscono qui. ‘Arsenio’ in greco significa ‘male- cattiveria’ e ‘Adam’ in ebraico significa ‘uomo’". Segue l’analisi morfologica del testo (come microstruttura), nella quale si mette in evidenza l’analogia delle classi delle parole di Dante, che sono ben assimilate da Montale. 
Questo probabilmente dirige Pipa verso una ricerca poststrutturale, per vedere e concepire queste analogie come una reminiscenza e invariante del testo. 


La lettura delle (in)varianti 
Le invarianti linguistiche e letterarie funzionano in modo “dinamico” in tutta l'opera di Montale. Come tali, esse hanno a che fare con veri e propri elementi testuali, e in termini latu sensu del concetto, illustrano il profondo gioco di similitudine, dei constanti e dei diversi punti d’incontro. Le invarianti, come dimostrato, contribuiscono a dare una accurata descrizione della struttura dell’opera letteraria. Basato sul sistema che adopera il teorico e comparativìsta A. Marino, Pipa è un profondo ricercatore; indagando le versioni del testo, egli mette in evidenza anche le invarianti strutturali, poiché Montale fa riferimento alla letteratura mondiale come la Divina Commedia, quindi fa riferimento alle invarianti relazionali e intra-comunicative come corrispondenza (contatti) tra le letterature nazionali (ricorda qui l'approccio Coleridge) come quella inglese, americana e francese, e anche le invarianti universali e culturali, con accento sulla cultura biblica. Questi invarianti, sia nell’aspetto fono-stilistico, sintattico-stilistico e semantico-stilistico si mostrano sempre sotto forma di reminiscenza sfocata. 

Analisi testuale del lessico
 
L’Analisi di Pipa, essendo polivalente, lascia i principi metodologici e si lancia in analisi testuali di lessico indagando le connotazioni del lessico semantico. Per ogni parola Pipa osserva, scompone il significato delle frasi o gruppo di parole, ma anche le connotazioni e il significato secondario. 
Pertanto, l'analisi di Pipa è analisi progressiva (Barti), poiché essa segue una procedura specifica: parola dopo parola, disintegra il testo in frammenti tematici, frasi e figure essenziali della poesia di Montale, che sono identificati come reminiscenze di Dante. Qui, dalla lettura estetico-semiotico si slitta nella lettura semantica, perciò il discorso critico-estetico si trasforma in discorso contestuale-referenziale. Tuttavia, la ricerca della allegoria è continua; attraverso essa si indagano le linee di scrittura di Dante. Pipa, essendo sempre davanti o dietro al modello del suo oggetto, Montale, rafforza il testo con il discorso critico argomentativo, suo elemento base di approccio. 
La natura di tale lettura, espone i primi significati e la figura viene letta come una figura doppia, o come l’avrebbe chiamato Pipa come multipla allegoria. 

Analogia doppia 
In aggiunta a Dante, Montale ha delle analogie letterarie anche con Petrarca, sia nell’ambito tematico e in quello stilistico e formale, così come nella struttura dei personaggi. Pertanto per Pipa diventa riferimento anche la constatazione di Montale stesso quando sostiene che il suo stile è petrarchesco, soprattutto con il poema “Finisterre”, che considera come un sviluppo della sua esperienza stilistica. Secondo Pipa, la poesia di Montale consiste di più nella scia delle azioni, nel carattere dei personaggi, nel posizionamento dell'autore di fronte al personaggio lirico, come l'impegno e l'amore di Petrarca per Laura, Beatrice per Dante. Quella in cui Pipa insiste è l’analogia nella descrizione di alcune caratteristiche fisiche delle donne, che sono la maggior parte in analogia con Petrarca anziché con Dante. Ma ciò che più ha attratto Montale è stato l’amore trascendentale: "L’Amore di Montale per Clizia è una replica moderna dell’amore di Dante per Beatrice ....". L’Introduzione del codice ‘narrativo’ sexy davanti al grande codice a causa della identificazione e divinazione dei personaggi da un lato, e d'altro canto la descrizione del fisico come esseri umani-terrestri espone un forte impatto teologico e filosofico. Pipa pertanto questo sforzo di estrarre analogie in tali contesti lo chiamerà battaglia per la veridicità. Da qui lo sforzo di assomigliare al grande poeta Dante, crea un’altra variazione per motivi di concetti teologici. Così, questo modello è in parte accolto e in parte respinto, "in una battaglia che diventa dolorosa verso la fine." 

Esaminare i Risultati 
La materia che viene esaminata in tutte le interpretazioni letterarie infine viene vista come un caso di emulazione e si conclude sempre dato la portata e l'impatto di Dante su Montale, come un desiderio dell'autore per equivalere gli uni con gli altri. Pertanto, le conclusioni si scompongono in alcuni sottotitoli come l’ambivalenza e l’ambiguità, vedendo come ambivalente l'atto della creazione e l'influenza di Dante, mentre il doppio senso va al di là dell’analisi esposte all’ingresso per fermarsi nell’ambiguità dei dispositivi fonetici, come ad esempio: l’eco allitterativa, omofonia e omonimia ecc. 
Secondo Pipa l’impatto di Dante su Montale è stato sistematico, a seconda del periodo di tempo. Dalla Divina Commedia prende in modo selezionato elementi che descrivono e illustrano situazioni che commentano la sua poesia. 
Infine, Pipa arriva alla conclusione che l'atteggiamento dei due poeti nei confronti della lingua è lo stesso. Questo è evidente dall’analogia nella sintassi: la frase è strettamente intrecciata, domina la conversazione esibita con lunghi frasi e forti congiunzioni. Inoltre, Pipa ritiene che i due poeti hanno come punto di incontro l’allegoria: "il significato allegorico diventa una sorta di significato all’ombra, indistinta e illusoria dopo il significato letterario", per poi concludere che i due poeti sono poeti metafisici. Questo rimbalza Pipa nel campo della critica in filosofia. Là dove iniziano e finiscono tutte le strade del pensiero critico-letterario. 

Conclusione 
Arshi Pipa ha scritto una tipica critica testuale che si riferisce non solo ad un modello di ricerca. Pipa appartiene a quei genere di studiosi che funzionalizzano la critica immanente della letteratura. La poetica strutturale e post-strutturale, la lettura, la ricerca immanente lo vedono intrinesco con la ricerca delle forme. Quindi, Pipa non casualmente, si riferisce ai teorici che hanno come concetti di base nella pratica letteraria la conoscenza intuitiva. Infine, il metodo immanente della critica letteraria è un metodo strutturale, il che significa lettura dei segni del testo, vale a dire le strutture dei testi letterari.
Infine, l’obiettivo di Pipa è quello di scomporre la pluralità del testo, l’apertura alle sue significazioni. Pipa rimane fedele costante al motto: La critica è un segno della mente matura. Ed è questo il principio che lo guida durante tutta la lettura critica di Montale. 

(Titolo in originale: “Arshi Pipa: Montale dhe hija e Dantes” - Agron Y. Gashi)

Tradotto da Brunilda Ternova 

I bambini di una scuola albanese creano per gioco la Grande Albania

Questi bambini di una scuola albanese hanno pensato bene come passare il loro tempo , studiare geografia attraverso la costruzione delle mappe , in questo caso stanno creando l'Albania prima che fosse invasa e depredata delle sue terre , ossia l'Albania prima del 1912.

La suora albanese e la sua bandiera , la foto che ha fatto il giro del mondo.

L'Albania durante la dittatura comunista è diventato il primo paese ateo al mondo.
 Chi credeva era considerato debole o non sano di mente.Chi credeva di nascosto veniva ucciso e torturato e la sua famiglia andava a conseguenze serie.

Oggi le diverse religioni in Albania stanno fiorendo anche se la maggior parte della popolazione è rimasta atea.
Un segno della libertà di religione in Albania ma anche dell'amore verso la proprio patria lo potete notare in questa foto.

Questa suora albanese bacia la sua bandiera , chissà ,  forse per quella bandiera i suoi avi hanno combattuto per avere un Albania libera come oggi.
E' raro vedere una suora con una bandiera ma in questo caso questa foto ha fatto il giro del mondo.



Mario Balotelli con la maglia dell'Albania

Il giocatore del Milan e della Nazionale italiana Mario Balotelli , conosciuto per i suoi gol ma anche per le sue performance negative , in questa foto indossa la maglia della nazionale albanese .


I coreani innamorati dell'Albania


MiniaturaQuesto gruppo di sud coreani dopo aver visitato l'Albania ha girato questo video per le strade della Corea dove li ritrae tutti con la maglia dell'Albania e alcuni provano a fare la forma dell'Aquila con le mani , altri provano a ballare balli tradizionali albanesi.
Video

Kledi Kadiu in versione popolare come non l'avrete mai visto



Ci sono imprenditori e ricchi albanesi che che pagherebbe anche 10 mila euro per vedere ballare in costume tradizionale albanese Kledi Kadiu. Non si è visto spesso veder ballare nella terra natia uno dei ballerini più importanti in Italia degli ultimi anni.

Kledi,  invitato al matrimonio di un amico artista anch'esso , si è cimentato in un ballo popolare albanese al emozionando gli invitati .

Noi del Blog turismoinalbania ve lo proponiamo gratis Video


fonte video  https://www.facebook.com/photo.php?v=10201908284497736

Svizzera , cantano una canzone albanese all "Accademia di Musica di Basilea"

Gli svizzeri si sono messi a cantare le canzoni albanesi.

Tre gruppi di cori dell' Accademia di Musica di Basilea si sono riuniti e, sotto la direzione di Susanne Würmli-Kollhopp , hanno incaprettato una serie di canti popolari.

Tra le altre canzoni è stata selezionata una canzone tradizionale albanese "Po vijnë krushqit" (arrivano gli invitati delle nozze).

E 'impressionante sentir più di 100 giovani svizzeri cantare con precisione e artisticamente questa canzone così famigliare all'Albania.

Distrutta falsa chiesa ortodossa in Albania , era il nido dei criminali serbi e greci

Nella città di Permet alcuni preti ortodossi , dopo le lamentele dei cittadini , avevano avuto l'avviso di abbandonare un edificio culturale trasformato in chiesa perche li si nasconderebbero criminali serbi e paramilitari Greci e che i soldi che finanziavano quelle fondazioni provenivano dalla Russia , dalla Serbia e dalla Grecia.
Sono stati proprio i cittadini di Permet , tra i quali anche molti ortodossi albanesi ,  cristiani, bektashi e atei - a contrapporsi alla costruzione della chiesa greca nella loro città.
Miniatura

Il partito neonazista greco , Alba Dorata , dove al suo comando ci sono due cittadini albanesi , emigrati in Grecia nel 1992 . dicono che tra la Grecia e l'Albania ci potrebbe essere addirittura una guerra .
Peccato per i greci perchè l'Alba dorata non è altro che un partito finanziato dagli stessi stati Uniti per creare una destra greca che non c'è mai stata contrapponendo così  la forte sinistra pro Russa .

C'è da dire che 1/3 dei membri dell'Alba Dorata dice che Greci e Albanesi sono fratelli , ma la chiesa ortodossa(filo russa) tratta i suoi fedeli a modo suo continuando a dividere ancora oggi la  Grecia e l'Albania spostando la Grecia sempre più vicino alla Russia e alla Serbia e allontanandola dall'occidente e dall'Albania.

 

 Il Padre superiore Nikolla Marku akuza il faslo sacerdote Anastasi


  Invece in questo video potete vedere la protesta del 1992 degli ortodossi albanesi contro i i preti ortodossi greci , ritenuti antialbanesi.

La foto di un albanese sulla CNN

La fotografia ritrae un ragazzo che "tiene" sulle mani e "bacia" il sole. La foto è stata scattata in Albania da Ardian Limani ed è stata pubblicata sulla pagina Ufficiale Facebook della CNN. Lo stesso fotografo in seguito commenta sulla pagina Facebook della tv più importante del Mondo , ringraziandoli.



Albania batte 2-0 l'Armenia in amichevole (video gol)

L'Albania del ct De Biasi batte l'Armenia per 2 a 0 con un Super goal di Valdet Rama e con un Euro Goal di Ergys Kace. Video

 

Gli alpinisti sulle montagne dell'Iran sventolano la bandiera albanese


Il monte Damavand , alto 5610 metri sul livello del mare , è un vulcano dormiente situato nell'Iran settentrionale Posto al centro della catena montuosa dell'Elburz, il Damavand è la cima più alta dell'Iran e di tutto il Medio Oriente. È delimitato a nord dalle coste meridionali del Mar Caspio, nella regione del Mazandaran, 66 km a nordest di Teheran.

Le foto



















Le spiagge dell'Albania


Shengjin , Lezhe - Albania
Jal . Albania


Cristiano Ronaldo saluta il Kosovo

Il miglior giocatore del mondo per il 2008 e la stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo attraverso la sua pagina Twitter , con 20 milioni di follower , ha inviato un saluto al nuovo stato del Kosovo.

Tutto questo è venuto dopo che un fan ha scritto sulla sua pagina twitter

"Ciao Ronaldo. Tu sei il miglior calciatore al mondo. Sei il benvenuto in Kosovo. "

Subito dopo Ronaldo ha salutato scrivendo "Un grande ciao a tutto il Kosovo".

Questa risposta ha fatto felici tanti tifosi del Real Madrid in Kosovo che  subito dopo si sono scatenati sui social network.





Einstein contro Belgrado nel 1931 , per i massacri sui albanesi

Anche se molti fisici  accusarono e accusano Einstein di essere stato un copione ossia di essersi appropriato delle formule e dei lavori dell'italiano Olindo De Pretto , rimane uno dei fisici del 19 secolo più conosciuti al mondo . Insomma non tutti avevano la possibilità di scrivere sul New York Times , Einstein era davvero fortunato.





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Ecco cosa scrive Einstein a difesa dell'Albania

Prendiamo dal sito http://brunildaternova.blogspot.it
Einstein contro il governo Jugoslavo nel 1931
Einstein aveva alzato la voce contro il governo della ex-Jugoslavia, quando in un modo barbaro fu ucciso il noto albanologo, professor Milan Suflay a Zagabria nel 18 febbraio 1931. Insieme con lo scrittore Heinrich Mann, fratello di Thomas Mann, inviarono una lettera congiunta alla Lega Internazionale dei Diritti Umani a Parigi, per protestare “contro l’orribile brutalità del governo jugoslavo ...”. Nella lettera inviata da Einstein nel 6 maggio 1931, che è stata pubblicata anche nel giornale americano New York Times , lo scienziato accusava il regime serbo per il terrore esercitato contro il popolo croato, quello bosniaco e quello albanese. Il professor Suflay veniva citato nella lettera per il suo grande lavoro di storico e per i numerosi libri scientifici pubblicati.
Gli albanesi, senza dubbio, devono essere giustamente orgogliosi di aver salvato migliaia di ebrei e tra questi anche il più importante scienziato del XX secolo, Albert Einstein.


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Potete leggere questo articolo di come Einstein si rifugiò in Albania http://turismoinalbania.blogspot.it/2011/12/come-rinacque-albert-einstein-in.html



Gli albanesi contro la ministro Kyenge : "Non ci rappresenti"

Nel video qui sotto è stato intervistato un ragazzo albanese il quale protesta contra la ministra dell'integrazione Kyenge , la quale si starebbe occupando di problemi che in Italia non esisterebbero , ossia la cittadinanza ai figli di immigrati e altre cose che nessuno ha capito. Il vero problema oggi in Italia è il lavoro e dar da mangiare a qui bambini , ed aiutare i genitori ad avere una vita sociale ed integrarsi il piu possibile . La Ministra Kyenge non solo non è competente nel suo lavoro ma vive di vittimismo , creando confusione e mettendo nel tritacarne tutti gli stranieri in Italia .
La ministra Kyenge non può appropriarsi della parola " stranieri" , in quanto in Italia ci sono 5 milioni di stranieri ,  molti dei quali imprenditori , medici , avvocati , allenatori , cosi come muratori , operai , colf , badanti e disoccupati . In Italia ci sono anche tanti stranieri razzisti nei confronti degli italiani , il razzismo non è solo nei confronti delle persone di colore . Il razzismo oggi c'è anche nei confronti degli albanesi , però è un razzismo creato dalle lobby altrimenti perchè non mettere un albanese a guidare un ministero a Roma. Perchè gli albanesi sono troppo a favore dell'Italia e degli interessi della gente , gli albanesi non vivono di compromessi e quindi non è possibile mettere un abanese in un ministero perchè le banche e le multinazionali non lo permettono , ma permettono solo burattini.



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 Un altro nuovo italiano , Magdi Allam , vorrebbe le sue dimissioni , sentite perchè.

 La signora Kyenge non è supportata neanche dagli stranieri e addirittura dai nuovi italiani , purtroppo la signora Kyenge è diventata il burattino della politica italiana ed il governo non sapendo come affrontare i problemi reali dell'Italia distrae il paese dai veri problemi mettendo in mezzo la signora Kyenge che forse se rimaneva a fare il medico sarebbe stata più felice , perchè lo sapeva fare bene.

Molossia , lo stato americano con l'inno albanese.

La Repubblica di Molossia è la repubblica più piccola del mondo. Governata dal presidente Kevin Baugh, questo piccolo micro stato vanta una popolazione complessiva pari a 27.


Nella repubblica più piccola del mondo vivono pochi abitanti  Persa nel deserto americano nei pressi di Dayton, Nevada, la repubblica della Molossia si estende su un territorio di mezzo ettaro, pari a 5mila metri quadrati, sul quale sorgono la residenza di Baugh, un ufficio postale, una cabina telefonica e un ufficio del turismo. La moneta ufficiale è la valora, con impresso il volto del presidente, e la capitale è Espera. Fondata nel 1999 la Molossia è una micronazione, ovvero una nazione che si autodichiara indipendente ma che non è riconosciuta come tale dai governi mondiali.

Secondo questo presidente Molossia deriva dai Molossi (il popolo dell'Epiro) , oppure come direbbero gli storici incontrastabili , abitanti del'antica Grecia.

Tornando alla repubblica della Molossia il suo presidente ha scelto come inno un inno uguale a quello albanese. Vedere per credere .





I molossi sono considerati da sempre abitanti dell'Epiro , l'Epiro è stato sempre considerato albanese.

Dalla stessa terra dei molossi prende il nome anche il cane Molosso che potete leggere qui
http://turismoinalbania.blogspot.it/2013/03/il-molosso-il-cane-autoctono-dellalbania.html

La Guardia di Finanza in Albania per filmare le mutande delle nonne albanesi.

La Guardia di Finanza era con i suoi elicotteri sopra i cieli d'Albania per monitorare la zona per possibili scoperte di petrolio o di gas ?


Sembra strano che in questi tempi di crisi globale , dove le banche fanno disastri e dove i gruppi finanziari rubano soldi ai cittadini cosidetti "occidentali"  e dove uno stato non è sovrano perchè controllato dalle grandi banche americane .

Da quando ci fù la caduta del comunismo nel 1990  l'Italia è presente in Albania con le sue aziende , con le sue forze armate , ma l'Albania ancora dopo 23 anni è ancora il paese più povero in Europa.
La Croazia ,l'Ungheria ,  la Slovenia , la Bulgaria , la Romania senza la presenza dell'Italia sono gia paesi avanzati , invece l'Albania rimane ancora un paese povero.

Magari le forze italiane in Albania portano sfiga oppure l'Italia usa l'Albania come Gli Usa usano l'Italia.

L'Italia prende schiaffi ogni giorno dagli Stati Uniti e dai grandi dell'Ue (Germania , Francia ) e da Londra ma la povera Italia , come ai tempi di Mussolini usa le forze armate nella povera Albania un paese di 3 milioni di abitanti e grande quanto la Sardegna.


Le forze Armate italiane non sono riuscite ancora a capire chi ha ucciso l'ex presidente italiano Aldo Moro , chi ha ucciso i giudici anti casta e anti lobby Falcone e Borselino ,le stragi di Ustica ,  non sono riuscite a capire come mai Romano Prodi nel 1997 si reca in Albania ad abbracciare il criminale di Valona Zani Caushi.

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da globalist.it
In due mesi è stato monitorato il 12,5% del territorio albanese, acquisendo 680 giga di immagini iperspettrali e ad alta risoluzione di aree segnalate dalle autorità locali come più a rischio di coltivazione clandestina in quanto impervie ed inaccessibili, distanti dai centri abitati o caratterizzate dalla presenza di organizzazioni criminali.
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La Guardia di Finanza controlla i cittadini albanesi anche in Albania  ?

Allora l'Italia si deve sbrigare ad unire l'Albania all'Italia , altrimenti questa si chiama invasione ed è contro i principi che regolano gli stati.

La Guardia di Finanza era con i suoi elicotteri sopra i cieli d'Albania per monitorare la zona per possibili scoperte di petrolio o di gas ?


Da notare come alcuni giornali online in genere non lasciano la possibilità di commentare i loro articoli ma casualmente quando si parla dell'Albania ecco che i commenti liberi e senza moderazione.

Alcuni di commenti in vari siti li riproponiamo qui
da globalist.it




Dopo la pubblicazione del video ovviamente la notizia è circolata su tutti i media nazionali , alcuni ipotizando addirittura che in Albania tutti i soldi provengono dalla droga.

Allora come mai l'Albania è un paese povero ?


La guardia di Finanza dovrebbe andare a filmare il territorio italiano che ha già tante piantagioni


Ogni giorni italiani arrestati per coltivazione di marijuana

eccone i link
http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/715032/Piante-di-marijuana-in-giardino-.html

http://www.ivg.it/2013/08/giardino-stupefacente-a-mallare-sequestrate-10-piante-di-marijuana/






L'albanese Beniada Nishani è 'Miss Ravenna 2013'




L'Albania nel 1978 , in piena guerra fredda il filmato di un italiano





In questo video si vede l'Albania nell'era comunista . Era il periodo chiamtao " il benessere del boom economico" in quel periodo giusto per dare un idea  la Grecia ordinava il cemento in Albania .
Il periodo della costruzione dei 700.000 mila bunker in cemento armato costruiti in tutta l'Albania.
Era anche il periodo che nessuno proveniente da un paese democratico potesse entrare in Albania.
Questo video vi mostra l'Albania nel 1978 , sembra dire:  "povera ma ordinata e felice ".


 L'Albania di allora a differenza di oggi non aveva un debito verso un altro paese .
Oggi l'Albania ha un debito incalcolabile verso la banca centrale Europea , un debito che terrà l'Albania , come tutti i paesi europei sotto un altra dittatura dolce e moderna .

I nazionalisti albanesi vogliono la reintroduzione della pena di morte.

Sulla pagina facebook del partito nazionalista albanese Alenca Kuq e Zi (Alleanza Rosso Nera chiamata così per  i colori della bandiera albanese) c'è scritto che loro sarebbero a favore della reintroduzione della Pena di morte. Questa decisione è venuta dopo che in una spiaggia dell'Albania , un adolescente ha fatto fuoco per sparare ad un gruppo di ragazzi sbagliando però bersaglio e uccidendo 3 persone innocenti in mezzo alla spiaggia. La pena di morte in Albania è stata introdotta dal dittatore comunista Enver Hoxha arrivato al potere nel 1945 ed è stata abolita solo nel 2007 anche se l'ultima esecuzione è stata eseguita nel 1996. 



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da balcanicaucaso.org 2007
Alla vigilia delle elezioni del 1996, l'Albania si distinse tra i paesi ex comunisti nell'emettere tre condanne a morte per esponenti del passato regime. Il 24 maggio 1996 il giudice Luan Daci sentenziava l'impiccagione per tre anziani ex funzionari, accusati di "genocidio e crimini contro l'umanità" al tempo in cui detenevano il potere. La sentenza contro Aranit Çela, ex presidente della Corte Suprema, Rrapi Mino, ex procuratore generale, e Zylyftar Ramizi, ex capo della polizia segreta, era motivata dall'aver inviato al confino diverse famiglie di dissidenti. 

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Molti ex comunisti in Albania sarebbero a favore della pena di Morte , ma anche molti americanisti i quali sostengono che : "se il boia è attivo nella più grande democrazia del mondo come gli Usa , perché non può esserlo in Albania , in un paese piccolo di 3 milioni di abitanti ma che la criminalità mette paura agli albanesi".


La pena di Morte in Albania sarà impossibile applicarla in quanto l'Albania sta per entrare in Unione Europea.

Invece voi lettori del blog sareste pro o contro la reintroduzione pena di morte in Albania ?

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